Una Rivoluzione Sotto il Mare: La Protesta di Greenpeace
Profondamente sotto la superficie dell’oceano, a circa 2.300 metri (7.500 piedi) di profondità, un robot ha srotolato un cartello che recita: “ASCOLTATE LA SCIENZA!”. Questa azione è stata realizzata da un veicolo sottomarino telecomandato di Greenpeace nella Norvegia del Mare, proprio davanti a un campo di venti idrotermali noto come “Castello di Loki”.
“Si tratta della protesta con il cartello più profonda della storia, per rappresentare quegli ecosistemi che non hanno voce,” ha dichiarato Sandra Schöttner, scienziata capo dell’Expedition Deep Arctic di Greenpeace International, in un comunicato stampa. La manifestazione, avvenuta il 27 maggio durante l’Expedition Deep Arctic di Greenpeace, ha avuto come obiettivo un’area del fondale marino artico che il governo norvegese aveva aperto all’estrazione mineraria in acque profonde all’inizio del 2024, prima di fare marcia indietro sotto pressione politica.
La Scoperta di Loki e il Suo Ecosistema Unico
Il “Castello di Loki” è stato scoperto nel 2008 nell’Oceano Artico tra Groenlandia e Norvegia. Qui, nel profondo, fluidi caldi con temperature che variano tra i 300 e i 320 gradi Celsius (572 e 608 gradi Fahrenheit), escono da camini minerali sul fondo del mare. Questi venti supportano una comunità di vita ricca e insolita, che include microrganismi simili agli antenati distanti della vita complessa sulla Terra.
Uno studio del 2024 pubblicato su Scientific Reports ha documentato gli animali che vivono intorno ai venti, comprese cinque nuove specie mai osservate prima. Gli autori dello studio hanno suggerito che aree come questa, lungo la dorsale medio-oceanica artica, dovrebbero essere considerate “ecosistemi vulnerabili” e necessitano di protezione. La scoperta di queste forme di vita sottolinea l’importanza di salvaguardare tali habitat, che rappresentano una parte fondamentale della biodiversità terrestre.
Nel gennaio 2024, il governo norvegese ha aperto circa 281.000 chilometri quadrati (108.000 miglia quadrate) di acque artiche all’esplorazione mineraria, un’area quasi grande quanto l’Italia. Questa decisione ha suscitato forti critiche da parte del Parlamento Europeo, che ha messo in guardia sui rischi per la pesca, la biodiversità e il rilascio di metano bloccato nei sedimenti artici.
Nel dicembre 2025, il parlamento norvegese ha votato per fermare tutte le attività di estrazione mineraria in acque profonde fino almeno alla fine del 2029 e ha deciso di ridurre i fondi pubblici per la mappatura dei minerali del fondale marino. Più di 40 paesi stanno ora sostenendo una pausa globale sull’estrazione mineraria in acque profonde, un tema che sta guadagnando attenzione su scala mondiale.
La protesta di Greenpeace è avvenuta pochi mesi dopo l’entrata in vigore dell’accordo delle Nazioni Unite sulla Biodiversità oltre le Giurisdizioni Nazionali (noto anche come Trattato delle Alte Mare) il 17 gennaio 2026. Questo trattato crea il primo quadro giuridicamente vincolante per proteggere la vita marina in acque internazionali. Le “alte mare” costituiscono oltre il 60% dell’oceano e quasi la metà della superficie terrestre, custodendo fossati profondi, catene montuose sottomarine ed ecosistemi che aiutano a cicli di nutrienti e stoccaggio di carbonio. Nonostante la loro importanza, meno dell’1,5% di questo spazio è formalmente protetto, mentre la pesca, la navigazione e l’estrazione mineraria continuano a espandersi.
Greenpeace sta chiedendo ai governi di utilizzare il nuovo trattato per creare santuari marini e adottare un’istruzione immediata di moratoria sull’estrazione mineraria in acque profonde. La necessità di proteggere questi ambienti fragili è diventata sempre più urgente, considerando le pressioni ambientali e commerciali a cui sono sottoposti. I dati scientifici mostrano chiaramente che l’equilibrio degli ecosistemi marini e la salute dell’oceano sono cruciali non solo per la biodiversità, ma anche per il benessere dell’intero pianeta.
Fonti ufficiali: Greenpeace, Scientific Reports, Parlamento Europeo.
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