La protesta più profonda al mondo: uno striscione sul fondo del mare
Nel gennaio 2024, il governo norvegese ha aperto circa 281.000 chilometri quadrati (108.000 miglia quadrate) di acque artiche all’esplorazione mineraria, un’area quasi grande quanto l’Italia. Questa decisione ha suscitato forti critiche da parte del Parlamento Europeo, che ha messo in guardia sui rischi per la pesca, la biodiversità e il rilascio di metano bloccato nei sedimenti artici.
Nel dicembre 2025, il parlamento norvegese ha votato per fermare tutte le attività di estrazione mineraria in acque profonde fino almeno alla fine del 2029 e ha deciso di ridurre i fondi pubblici per la mappatura dei minerali del fondale marino. Più di 40 paesi stanno ora sostenendo una pausa globale sull’estrazione mineraria in acque profonde, un tema che sta guadagnando attenzione su scala mondiale.
