La guerra svela l’isolamento degli scienziati iraniani e il loro difficile accesso alla ricerca.
La Situazione a Maharloo
Le recenti immagini di Iman Ebrahimi e dei suoi collaboratori rivelano un momento di speranza: dopo oltre un mese di conflitto, una fragile tregua a metà aprile ha consentito al team di visitare il Lago Maharloo, un importante sito di nidificazione per i fenicotteri in Iran. Durante una chiamata video, Ebrahimi ha descritto con entusiasmo l’esperienza di vedere “almeno 5.000” fenicotteri maggiori (Phoenicopterus roseus), evidenziando l’importanza di questo habitat.
“Questo è un posto molto bello, ma non ho mai visto Maharloo in questo stato,” ha detto Ebrahimi, sottolineando le abbondanti piogge invernali che hanno migliorato le condizioni del lago. Tuttavia, ha aggiunto che l’attività agricola e industriale, ridotta a causa della guerra, potrebbe aver contribuito a mantenere più acqua nel lago del solito, rivelando un impatto inaspettato.
L’Impatto della Guerra sull’Ambiente
Ebrahimi e il suo team stanno cercando di monitorare gli effetti del conflitto sull’ambiente in Iran, notando spostamenti negli aggregati di uccelli lontano dalle aree colpite da attacchi aerei. La guerra ha anche messo in luce i danni causati dalle sanzioni internazionali imposte dagli Stati Uniti, dall’UE e dalle Nazioni Unite, che hanno contribuito a un isolamento prolungato.
“Io e i miei colleghi ci preoccupiamo soprattutto per la conservazione della nostra flora e fauna, ma l’isolamento ha ostacolato la nostra capacità di operare,” ha dichiarato Ebrahimi a Mongabay. L’assenza di finanziamenti e la carenza di opportunità per l’apprendimento professionale limitano seriamente la possibilità di innovazione nella comunità scientifica iraniana.
“È vitale garantire l’inclusione della comunità scientifica iraniana nella conversazione globale,” ha insistito Ebrahimi. “Ignorare alcune parti del mondo ci impedisce di proteggere efficacemente la natura a livello globale.”

