La conservazione centrate sull’IA deve coinvolgere le comunità indigene per essere etica.
È fondamentale che l’AI etica venga progettata in collaborazione con le comunità indigene, piuttosto che per loro. Solo in questo modo, tali tecnologie possono essere accessibili, culturalmente appropriate e allineate agli obiettivi delle comunità locali. Costruire relazioni di fiducia richiede tempo e impegno, e le relazioni non possono essere accelerate per raggiungere risultati immediati.
Un esempio di una collaborazione efficace è rappresentato da un servizio di modellazione del ghiaccio marino guidato dagli autoctoni dell’Alaska. Un altro esempio è un repository di dati tribali realizzato da accademici indigeni e tribù. Questi esempi dimostrano come la combinazione di conoscenze indigene e scientifiche possa avere risultati positivi e duraturi per la conservazione dell’ambiente.
Durante il COP30, sono emerse anche contraddizioni significative. La presenza massiccia di aziende di combustibili fossili e dei loro lobbisti ha sollevato interrogativi sul reale impegno per il clima. Molti partecipanti indigeni hanno subito esclusioni sistematiche, nonostante promesse di accesso. Le manifestazioni pacifiche guidate da leader indigeni, che portavano attenzione su questioni di sfruttamento e deforestazione, hanno subito violenze.
L’accesso alle risorse necessarie per partecipare è stato un ostacolo significativo per molte comunità indigene. Coloro che sono maggiormente colpiti dai cambiamenti climatici spesso possiedono le migliori conoscenze pratiche per le soluzioni di adattamento e mitigazione. Questi gruppi devono essere inclusi nei processi decisionali per garantire che le loro voci siano ascoltate e valorizzate.
