La comunità indigena del Nepal chiede il referendum su una minaccia idrica.
## Persone e Natura: Un Legame Indissolubile
La comunità Tamang, che rappresenta il 66% delle 2.042 famiglie di Mulkharka, si sente già trascurata dal governo e teme che il progetto della diga le spinga ulteriormente ai margini. “Con la costruzione della diga, le nostre foreste saranno distrutte,” afferma Kul Bahadur Tamang, un altro residente. “Le piante medicinali scompariranno e non potremo più accedere ai pascoli per il nostro bestiame.”
L’impatto ambientale stimato prevede il taglio di quasi 80.000 alberi, ma esperti affermano che potrebbero venire abbattuti interi settori collinari, compromettendo l’equilibrio ecologico della regione. Le foreste di Shivapuri Nagarjun, infatti, non solo purificano l’aria assorbendo carbonio e inquinamento, ma servono anche come una sorta di barriera naturale contro le inondazioni. La costruzione della diga danneggerebbe anche le vie storiche che collegavano Kathmandu al Tibet e rappresenta una minaccia diretta alla biodiversità locale.
La storia del progetto della Diga Nagmati non è solo una questione di contesti tecnici, ma tocca anche le radici culturali e l’identità di una comunità. Gli attivisti e gli esperti evidenziano che la lotta contro questo progetto deve integrare una visione più ampia del benessere comunitario e della preservazione della cultura indigena.
Fonte: Indonesian Journal of Asian Studies
## Verso un Futuro Giusto e Sostenibile
Con l’avvicinarsi delle elezioni parlamentari, la pressione su rappresentanti e politici è palpabile. “Se non riusciremo a farci sentire, il nostro futuro sarà compromettersi”, afferma Man Bahadur Tamang. L’approccio della comunità si traduce in un invito ai candidati: farsi portavoce delle loro necessità e delle loro richieste. È fondamentale che le promesse fatte in campagna elettorale si traducano in azioni concrete.
Spetta ora ai cittadini di Mulkharka rivendicare i loro diritti e lavorare insieme per un futuro sostenibile. “La Diga Nagmati non deve essere costruita,” afferma Ashok, risoluto e determinato. “Siamo pronti a lottare per la nostra terra e la nostra eredità.” La mobilitazione della comunità è un segno di speranza non solo per Mulkharka, ma per tutte le comunità indigene del Nepal, che stanno sfidando la narrativa del progresso a scapito della propria esistenza.
Spesso, è un cambiamento di mentalità che è necessario, un impegno collettivo per assicurare che l’uguaglianza e il rispetto per le culture indigene siano al centro del dibattito sullo sviluppo futuro del Nepal.
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