La Commissione Europea collega la pelle alla deforestazione, ma ignora il problema.

La Commissione Europea collega la pelle alla deforestazione, ma ignora il problema.

Le Pressioni dell’Industria della Pelle

L’industria della pelle ha esercitato forti pressioni per questa esclusione. Associazioni commerciali, tra cui l’unione delle concerie italiane UNIC e la Confederazione delle Associazioni Nazionali di Conciatori (COTANCE), hanno avuto almeno 22 incontri con funzionari e legislatori dell’UE dal 2021, con una concentrazione significativa negli ultimi dodici mesi.

I critici avvertono che l’esclusione della pelle dai controlli EUDR crea una lacuna nella normativa, permettendo a un prodotto di alto valore della filiera bovina di entrare nel mercato europeo senza le stesse verifiche imposte al manzo. Sostenitori dell’esclusione sostengono che la pelle è semplicemente un “sottoprodotto” dell’industria bovina e quindi non causa deforestazione.

Dichiarazioni e Prospettive Future

In questo scenario vi è una crescente inquietudine tra i gruppi ambientalisti e i legislatori europei. Charlotte Izard, assistente parlamentare di Marie Toussaint, Membro del Parlamento Europeo (MEP), ha dichiarato che la questione della pelle non era mai stata sollevata come punto cruciale durante le negoziazioni trilaterali. “Ci siamo arrabbiati”, ha affermato Izard, “La Commissione deve spiegarsi”.

L’industria, pur riconoscendo l’impatto ambientale della pelle, ha operato per minimizzare le sue responsabilità, sostenendo che le aziende non sarebbero economicamente incentivate a rispettare le nuove normative.

L’Importanza della Scienza nella Decisione

In un contesto di richieste di evidenze scientifiche, alcuni studi recenti dimostrano un quadro nettamente diverso riguardo al ruolo del bestiame e della pelle nella deforestazione. Secondo una ricerca pubblicata su Nature Food, la produzione di carne e pelle di bovino è stato il principale fattore scatenante della deforestazione legata alle commodities a livello globale tra il 2001 e il 2022.

Studi inclusi nel Documento di Lavoro della Commissione sono considerati robusti dagli esperti nelle decisioni politiche e nelle accademiche e sono stati pubblicati in riviste peer-reviewed di rilievo. Si stima che la richiesta dell’industria della pelle sia responsabile di una significativa perdita di foreste annuale in Europa.

Le strategie di lobby dell’industria richiamano alla mente tecniche simili utilizzate in altri settori, come quello del petrolio, per compromettere l’implementazione di normative ambientali necessarie. Questa narrativa porta a ritenere che le decisioni politiche in materia di ambiente debbano essere trasparenti e basate su dati verificati e non solo su considerazioni economiche.

Fonti Ufficiali:

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