Isolotti di calore urbano: le soluzioni esistono, ma molte città tropicali non possono permetterle.
Rischi per la salute e impatti economici
L’esposizione prolungata all’intensa calura tropicale può portare a gravi problemi di salute, come disidratazione, colpi di calore e un aumento del rischio di malattie cardiovascolari. Si stima che, tra il 2000 e il 2019, ci siano stati circa 489.000 decessi legati al caldo ogni anno, con un gran numero di questi concentrati nelle città. Una ricerca condotta nel 2023 ha rivelato che le aree con alta intensità di UHI sono responsabili del 35% del totale delle malattie cardiovascolari legate al caldo negli Stati Uniti.
In un contesto di crescente temperatura e umidità, la salute dei residenti nelle città tropicali è a rischio. La maggior parte delle ricerche non ha esaminato la “combinazione di fattori” che influenzano il comfort termico, secondo Alexandre Lefevre dell’Università dell’Isola della Riunione. Infatti, il calore umano percepito è spesso sottostimato quando si considerano solo le temperature superficiali.
Un altro aspetto rilevante è l’ineguaglianza economica rispetto alla gestione delle UHI. Si prevede che entro il 2050 il 60% della crescita della popolazione urbana avverrà nei paesi tropicali, dove le condizioni di vita nelle baraccopoli sono comuni e le strutture di raffreddamento sono rare. Dati del 2018 indicano che il 37% della popolazione urbana nei tropici vive in condizioni di slum. In contrasto, Singapore ha un prodotto interno lordo (PIL) pro capite oltre 100.000 dollari, il che consente l’implementazione di strategie efficaci per mitigare le UHI.
