Iran: riaffermazione di attivisti ambientalisti liberati due anni fa, ora nuovamente arrestati.

Arresto dei Conservazionisti in Iran: Una Situazione Preoccupante

Il 1 luglio 2026, le forze di sicurezza iraniane hanno arrestato a Teheran i conservazionisti della fauna selvatica Houman Jowkar e Sepideh Kashani, insieme alla sorella di Sepideh, Sima Kashani. La notizia è stata riportata da diversi media iraniani. Jowkar e Sepideh, una coppia sposata, sono esperti del ghepardo asiatico (Acinonyx jubatus venaticus), una sottospecie in pericolo critico di estinzione, la quale si trova esclusivamente in Iran ed è stimata avere meno di 30 esemplari rimasti in natura.

In passato, Jowkar e Sepideh erano stati arrestati nel 2018 con l’accusa di spionaggio per presunto uso di trappole fotografiche. Diverse fonti indicano che, durante un’irruzione nella loro abitazione, gli agenti di sicurezza hanno confiscato dispositivi elettronici e successivamente hanno portato i tre in custodia.


Reazione della Comunità Internazionale e Condizioni dei Detenuti

La Wildlife Conservation Society (WCS), un’organizzazione non governativa per la conservazione della fauna selvatica, ha espresso “profonda preoccupazione e allerta” riguardo alle detenzioni. Ha chiesto alle autorità iraniane di chiarire lo stato legale e il luogo in cui si trovano i tre arrestati. WCS ha ricordato l’importante lavoro svolto dalla coppia nella conservazione del ghepardo asiatico, dedicando anni allo studio e alla protezione di questa popolazione unica.

Il legale del gruppo, Hojjat Kermani, ha dichiarato ai media che l’arresto è avvenuto senza una giustificazione chiara. I detenuti, come noto, erano già stati coinvolti in un arresto di massa nel gennaio 2018, quando otto conservazionisti furono accusati di utilizzare telecamere a infrarossi per spiare l’Iran, in particolare monitorando il programma missilistico del Paese. Queste accuse suscitarono una forte condanna da parte della comunità scientifica internazionale, considerandole infondate.


La vicenda del ricercatore Kavous Seyed Emami, deceduto in custodia nel 2018 con gli aggiornamenti ufficiali che parlavano di suicidio – una versione contestata dalla famiglia – ha sollevato ulteriori preoccupazioni riguardo ai diritti umani in Iran. Nonostante l’ostilità delle autorità, Jowkar e Sepideh hanno ricevuto un’amnistia e sono stati rilasciati nell’aprile del 2024, dopo aver trascorso sei anni nel carcere di Evin a Teheran.

In merito all’arresto di Sima Kashani, le autorità non hanno fornito spiegazioni ufficiali. L’università australiana-britannica Kylie Moore-Gilbert, una studiosa di scienze politiche del Medio Oriente anch’essa detenuta in Iran nel 2018 per motivi di spionaggio, ha supportato i conservazionisti, sottolineando che non sono attivisti politici. “Non sono stati coinvolti in alcuna questione politica e non c’è motivo per il loro arresto,” ha affermato. Ha esortato tutti a sensibilizzare sulla situazione dei tre iraniani, evidenziando l’importanza della trasparenza e della luce su questa vicenda.


Moore-Gilbert ha anche evidenziato le gravi condizioni di salute di Sima Kashani, affetta da sclerosi multipla, che richiede un trattamento medico urgente. Anche il padre delle due sorelle è in condizioni di salute critiche. La richiesta di WCS si è intensificata, chiedendo alle autorità della Repubblica Islamica di Iran di chiarire immediatamente il destino e lo stato legale di Houman Jowkar, Sepideh Kashani e Sima Kashani.

In passato, il rafforzamento della repressione nei confronti dei conservazionisti ha avuto un incredibile impatto negativo sulle attività di conservazione e sulla collaborazione scientifica in Iran. La situazione attuale pone dunque una luce inquietante sulle prospettive future per la fauna selvatica nel Paese. La comunità internazionale e le organizzazioni di conservazione seguono da vicino gli sviluppi, sperando che possono emergere notizie positive riguardo alla libertà e al benessere di questi individui dedicati alla salvaguardia della biodiversità.

Per ulteriori dettagli, consultare le fonti ufficiali: Wildlife Conservation Society e Mongabay.

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Luigi Salemi: