Interventi urgenti necessari per prevenire le pandemie alla fonte, afferma l’epidemiologo.

Una Crisi Interconnessa

Neil Vora, ex ufficiale del CDC statunitense, affronta la drammatica situazione attuale riguardante la salute pubblica globale. Recentemente, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha riportato più di 80 decessi sospetti nella Repubblica Democratica del Congo a causa di un focolaio di virus Ebola. Vora sottolinea l’ironia cruenta della crisi: il mondo non riesce a unirsi per affrontare le minacce che collegano la salute umana, il benessere animale e la deforestazione. Come ha affermato, “le pandemie, gli episodi di virus zoonotici sono segnali di un pianeta in difficoltà”.

Vora, ora direttore esecutivo della coalizione ‘Preventing Pandemics at the Source’, è preoccupato per l’attuale ceppo di virus Ebola, noto come virus di Bundibugyo, che presenta una grave mancanza di trattamenti approvati o vaccini. Anche se i virus attuali non sembrano suscettibili di scatenare una pandemia, Vora mette in guardia sull’incapacità dei Paesi membri dell’OMS di prepararsi adeguatamente per eventuali future pandemie. Secondo lui, l’OMS avrebbe potuto stabilire un accordo per meglio affrontare queste minacce, ma questo sforzo si è arenato quando i Paesi non hanno adottato un sistema per la condivisione equa di strumenti come i vaccini.


Fattori di Rischio e Agricoltura delle Pellicce

Vora insiste sull’urgenza di adottare misure preventive immediate, tra cui il bando alle fattorie di pellicce nell’Unione Europea. L’industria delle pellicce è in declino e molte marche di moda si stanno allontanando dai prodotti in pelliccia. Tuttavia, pur essendo già in atto restrizioni in oltre 15 Paesi europei, decisioni cruciali su divieti continentali sono ancora in sospeso.

Nel 2020, il governo danese ha abbattuto 17 milioni di visoni a causa di un nuovo coronavirus che si era diffuso rapidamente tra gli animali. Sebbene il governo avesse temporaneamente vietato l’allevamento di visoni, ora l’industria è autorizzata a riprendere le attività. Questo è un altro esempio della “ironia” che Vora menziona, poiché i contribuenti hanno sostenuto questi allevamenti durante la crisi sanitaria, e ora l’industria è tornata a operare.


“Le fattorie di pellicce creano condizioni sanitarie inadeguate che facilitano la trasmissione di patogeni con gravi implicazioni per la salute umana,” ammonisce Vora. Sebbene i virus attualmente in circolazione, come il virus Andes, non siano l’unica causa di queste problematiche, la presenza di fattorie di pellicce può aumentare la probabilità di pandemie future. Nonostante il dibattito sull’interruzione delle attività di allevamento, decisioni chiave devono ancora essere prese.

La situazione nell’Unione Europea è complicata da valutazioni economiche, ma Vora sottolinea che il rischio sanitario supera di gran lunga qualsiasi beneficio economico derivante dall’industria delle pellicce. “L’industria delle pellicce è in declino, e budget ridotti sono stati spesi per sostenere un settore sempre meno rilevante.”


L’analisi della coalizione ‘Preventing Pandemics at the Source’ mette in evidenza che disastri ecologici e pandemie possono essere prevenuti investendo in azioni preventive. Ad esempio, proteggere la biodiversità e limitare le pratiche agricole nocive possono ridurre il rischio di spillover virali. Vora invita a considerare l’importanza di una governance sanitaria più efficiente, specialmente in relazione all’allocazione delle risorse pubbliche.

Tra le iniziative suggerite da Vora, è emersa la necessità di riformare gli standard di benessere per gli animali negli allevamenti. Le valutazioni sugli standard attuali mostrano che anche riforme minime non sono sufficienti per mitigare i rischi legati a queste pratiche. Il miglioramento delle condizioni di vita degli animali, pur essendo necessario, non basta a garantire la salute pubblica.


In un contesto più ampio, Vora sottolinea come collettivamente ci troviamo in una fase critica. “Dobbiamo imparare a vivere in armonia con il nostro ambiente per ridurre le interferenze epidemiche future.” Le massicce deforestazioni, la caccia e le cattive condizioni nelle fattorie rappresentano tutti fattori che contribuiscono a questa crisi interconnessa.

Con il supporto della coalizione, si stanno sviluppando strategie polisectoriali per affrontare questi problemi. “La nostra missione è quella di unire diversi attori per promuovere azioni preventive e consapevolezza.” La coalizione cerca di farlo attraverso interazioni con i media, la produzione di documenti informativi e autoformazione per gli attori politici.


In conclusione, la questione della salute pubblica e delle pandemie non riguarda solo il presente, ma è un invito a prendere coscienza delle nostre azioni e del loro impatto sul pianeta. Ogni individuo ha un ruolo da svolgere per sostenere un cambiamento positivo, essere coscienti delle nostre scelte quotidiane e contribuire a un futuro più sostenibile.

Fonti ufficiali:

– Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)

– Centers for Disease Control and Prevention (CDC)

– Preventing Pandemics at the Source Coalition

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Luigi Salemi: