Infrastrutture costiere possono supportare la vita marina invece di danneggiarla?
Un progetto innovativo per rivalutare le coste
Il giorno della mia visita, in un luminoso e caldo pomeriggio di aprile a Cobh, mi ritrovo su una storica rampa di arrivo che si immerge in un porto affollato di pescherecci. A metà strada, un’installazione di 60 pannelli di cemento esagonali, fissati alla parete di pietra, interrompe la vista. Alcuni pannelli presentano strutture corrugate, mentre altri sono punteggiati di fori e crepe che intrappolano l’acqua o permettono il filtraggio con le maree in cambiamento.
Pannelli ricoperti di alghe verdi brillanti attirano la mia attenzione. Avvicinandomi, noto che alcune lumache marine, come le periwinkle (Littorina littorea) e i dog whelks (Nucella lapillus), sono attaccate alle piastrelle. Questi pannelli fanno parte del progetto Living Seawalls, promosso dall’Institute of Marine Science di Sydney e dall’azienda Reef Design Lab in Australia.
Louise Firth, ricercatrice principale del progetto e docente di sostenibilità ambientale all’University College Cork, è presente per mostrarmi l’installazione. “Questa iniziativa vuole dare una mano alla Natura mentre affrontiamo una crisi climatica e di biodiversità”, spiega Firth. Con la crescita della popolazione umana e l’espansione delle industrie, le coste diventano sempre più sviluppate.

