Sette giovani foche elefante infettate dal virus H5N1 in California
Sono stati confermati sette casi di infezione da una forma letale di influenza aviaria H5N1 tra giovani foche elefante settentrionali sulle spiagge del California’s Año Nuevo State Park. Si tratta della prima segnalazione di infezione in queste foche. Questo virus altamente contagioso circola a livello globale dal 2020 e, secondo le stime delle Nazioni Unite, fino a dicembre 2025, ha infettato circa 598 specie di uccelli e 102 specie di mammiferi. Durante il periodo 2022-2023, il virus ha decimato le colonie di foche lungo le coste del Sud America, aumentando la sorveglianza sui mammiferi marini nel Nord America.
La popolazione di foche elefante settentrionali è stata oggetto di studi approfonditi per circa 60 anni. Grazie a un monitoraggio costante, i ricercatori hanno rapidamente identificato che i cuccioli malati erano stati infettati da influenza aviaria altamente patogena H5N1. Fino a oggi, si sono registrate 131 infezioni umane in tutto il mondo, di cui 71 negli Stati Uniti. In risposta a questa situazione allarmante, le autorità californiane hanno vietato l’accesso alle spiagge delle foche elefante e hanno annullato i tour guidati.
L’epidemia e la risposta delle autorità
A partire dal 2023, una ceppo mortale di influenza aviaria ha causato la morte di circa 17.000 cuccioli di foca elefante meridionale lungo le coste sudamericane. Da allora, ricercatori e funzionari pubblici hanno intensificato il monitoraggio delle foche elefante settentrionali californiane. La preoccupazione riguardo a un’infezione si è trasformata in realtà, poiché i test di laboratorio hanno confermato che il virus ha colpito questa colonia.
A metà febbraio, sei giovani foche recentemente svezzate sulle spiagge del Parque Nazionale Año Nuevo hanno mostrato sintomi evidenti di malattia respiratoria, accompagnati da sintomi neurologici come debolezza, tremori e convulsioni, tutti indicatori di H5N1. Il team di ricerca ha raccolto campioni da foche malate e morte, analizzati presso il California Animal Health and Food Safety Laboratory System. Lo screening iniziale ha rivelato la positività per influenza aviaria ed è stata poi confermata la presenza del ceppo altamente patogeno H5N1.
Tra il 24 febbraio e la pubblicazione di questa notizia, sette cuccioli hanno testato positivo per il virus, secondo il Laboratorio Nazionale dei Servizi Veterinari del USDA. Finora, 30 foche sono morte, 29 delle quali erano cuccioli svezzati, anche se non tutte le cause di decesso sono state confermate. Si tratta dei primi casi di H5N1 riscontrati nei mammiferi marini in California e la prima infezione documentata tra le foche elefante settentrionali (Mirounga angustirostris).
La diffusione di questo virus altamente contagioso dal 2020 ha colpito più di 700 specie tra uccelli e mammiferi. Grazie alla costante sorveglianza delle foche, il virus è stato individuato “molto presto nell’epidemia”, ha affermato Roxanne Beltran, professoressa assistente di ecologia e biologia evolutiva presso la UC Santa Cruz. I suoi colleghi hanno evidenziato che la rapida identificazione dell’epidemia nei mammiferi marini è stata possibile grazie a team coordinati e monitoraggi attivi.
Rischi e misure di sicurezza
Il 23 febbraio, i parchi statali californiani hanno vietato l’accesso al pubblico nell’area di osservazione delle foche elefante del Parque Natural della Costa Año Nuevo. A seguito della conferma che H5N1 era il responsabile dell’epidemia, i tour sono stati cancellati per il resto della stagione. Questo virus, mutando rapidamente, ha il potenziale di infettare una vasta gamma di specie. Le foche e gli uccelli che si radunano in gruppi numerosi sono particolarmente vulnerabili, un insegnamento tratto anche dalla pandemia di COVID-19.
Il virus può infettare gli animali attraverso il contatto diretto con uccelli o animali infetti e le loro feci. Ma nel 2024, i ricercatori hanno scoperto che le foche elefante si trasmettevano il virus l’un l’altro, rendendo questa forma di trasmissione estremamente pericolosa. A oggi, H5N1 ha infettato oltre 598 specie di uccelli e 102 specie di mammiferi, come riportato dalle Nazioni Unite.
Le foche elefante settentrionali si trovano lungo la costa del Pacifico orientale, una zona particolarmente ricca in biodiversità marina. Ogni anno, tra dicembre e marzo, le foche femmine risalgono a riva per partorire e accudire i loro cuccioli. Questo rappresenta un periodo critico per il monitoraggio, dato il sovraffollamento di foche durante la stagione della nascita.
Collaborazioni e azioni future
I ricercatori dell’UC Davis stanno analizzando campioni prelevati da uccelli e mammiferi marini lungo la costa dal 2024. Con la collaborazione dei colleghi dell’UC Santa Cruz, hanno intensificato la sorveglianza sulle spiagge delle foche elefante, anticipando un possibile focolaio di malattia. Il team sta collaborando con NOAA Fisheries, il Dipartimento della Pesca e della Fauna della California e il West Coast Marine Mammal Stranding Network per monitorare attentamente i mammiferi marini.
Alcuni esperti affermano che questo virus potrebbe rappresentare una minaccia esistenziale per la biodiversità mondiale. Per ora, la speranza è che l’epidemia rimanga limitata. “Se si tratta di un focolaio, lo gestiremo”, ha affermato Dominic Travis, Chief Programs Officer al Marine Mammal Center. Gli esperti rimangono cautamente ottimisti, dato che molte delle femmine adulte avevano già lasciato la spiaggia per le loro migrazioni prima dell’inizio dell’epidemia.
Fonti ufficiali:
- Centres for Disease Control and Prevention (CDC)
- United Nations (UN)
- NOAA Fisheries
- California Department of Fish and Wildlife
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