Indigeni Parakanã temono che il cambio elettorale in Brasile favorisca nuove invasioni.

Indigeni Parakanã temono che il cambio elettorale in Brasile favorisca nuove invasioni.

La Storia di Disputazione Territoriale

Per anni, il popolo Parakanã è stato costretto a vivere su meno di un terzo del proprio territorio, immerso in una vasta area di pascolo controllata da circa 100.000 bovini. All’interno della loro terra, conosciuta come Apyterewa, si sono diffuse attività illecite come l’estrazione dell’oro, il disboscamento illegale e l’occupazione abusiva. “È storicamente il territorio indigeno più deforestato del Brasile, e forse del mondo,” afferma Wallace Lopes, analista ambientale presso l’agenzia federale brasiliana IBAMA.

Dall’analisi dei dati, il picco della deforestazione è coinciso con l’amministrazione del presidente di destra Jair Bolsonaro (2019-2022), il quale ha smantellato l’enforcement ambientale del paese. Nel 2022, un’area pari a quella di Parigi (102,23 chilometri quadrati o 25.261 acri) è stata disboscata all’interno del territorio Apyterewa, secondo l’agenzia spaziale brasiliana INPE.

 

Quando il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha assunto l’incarico nel 2023, le cose sono iniziate a cambiare. È stata avviata una massiccia operazione di sgombero, supportata da più di 300 agenti di vari enti governativi tra cui IBAMA, la Polizia Federale e l’esercito. Grazie agli sforzi congiunti, la deforestazione nel 2025 è stata ridotta a 7,5 km² (1.853 acri), facendo scivolare Apyterewa dalla prima alla dodicesima posizione nella classifica della deforestazione delle terre indigene amazzoniche.

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