Indagati i diritti dei nativi in un conflitto con una azienda forestale indonesiana.

Indagati i diritti dei nativi in un conflitto con una azienda forestale indonesiana.

### Sacralità e Danni Ambientali

La comunità ha denunciato che alcune delle aree disboscate includono siti sacri. Tra questi si trova Bukit Sabar Bubu, una collina di 1.200 ettari utilizzata per cerimonie tradizionali e risorse naturali. “L’azienda non ha mai cercato l’accordo della comunità. È semplicemente entrata e ha abbattuto tutto”, ha dichiarato Tarsisius in una conferenza stampa.

La rimozione di Bukit Sabar Bubu ha avuto un impatto significativo sulla comunità Dayak Kualan, che ha sempre pattugliato la collina per proteggerla. I membri della comunità si sono trovati costretti a sospendere queste attività durante la stagione agricola, quando la compagnia ha approfittato per entrare nella zona.

La documentazione raccolta dalla comunità indica che la deforestazione è iniziata nel giugno 2020 e ha continuato fino a maggio 2023. Inoltre, nel 2020, Mayawana ha demolito un altro sito sacro, il cimitero ancestrale Kek Juing, senza alcun consenso.


### Violazioni e Retrocessi Giuridici

Oltre alla perdita delle terre, i membri della comunità Dayak Kualan hanno affrontato una serie di accuse penali, considerate ritorsioni per la loro resistenza alle operazioni della Mayawana. Un caso emblematico è quello di Daniel Ariyanto, figlio di un leader tradizionale, arrestato nel dicembre 2021 per aver strappato alberi di acacia piantati dall’azienda su un terreno che riteneva appartenere alla sua famiglia.

Nel 2023, Tarsisius è diventato il soggetto di un altro caso penale. La comunità sostiene che Mayawana ha abbattuto terre in contesa senza avvisare gli abitanti, portando a un accordo che richiedeva l’acquisto di articoli cerimoniali da parte della compagnia, successivamente interpretato erroneamente come estorsione.

### Impatti Ambientali e Deforestazione

Tra il 2016 e il 2024, PT Mayawana ha abbattuto oltre 42.500 ettari all’interno della sua concessione. Gran parte di questo disboscamento è avvenuto in zone torbose, che sono fondamentali per la conservazione del carbonio. L’azienda ha costruito anche una vasta rete di canali di drenaggio per la preparazione alla piantagione di specie legnose industriali.

Secondo analisi delle organizzazioni non governative, dal 2016 al 2024, Mayawana ha abbattuto circa 27.500 ettari di torbe, includendo aree protette. Queste azioni hanno anche avuto impatti diretti sull’habitat dell’orangutango di Borneo, una specie in pericolo critico.

Le conseguenze ambientali di questa deforestazione non riguardano solo la perdita di biodiversità ma anche la negazione dei diritti di esistere in un ambiente sano per le comunità indigene. Queste violazioni dei diritti umani e ambientali continuano a sollevare preoccupazioni a livello nazionale e internazionale.

Fonti ufficiali:
– Ministero dei Diritti Umani dell’Indonesia
– NGO Satya Bumi
– Rapporti di Mongabay

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