Un ex porto abbandonato può diventare un simbolo globale di rinascita degli ecosistemi fluviali.

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La Rinascita di False Creek: Un Inlet in Trasformazione per la Natura e la Comunità

Un gruppo di sostenitori sta cercando di trasformare False Creek, un’estuario tidal a Vancouver, Canada, da una zona inquinata a un luogo dove la natura fiorisce e dove le persone possono nuotare in sicurezza. Affrontando sfide giurisdizionali su chi debba decidere il futuro di questo ecosistema marino un tempo vitale, i sostenitori stanno esplorando diversi modelli di governance per l’estuario, come la sua designazione come parco marino urbano o concedergli la personalità giuridica ambientale. Non tutti sono d’accordo, e ora stanno spingendo affinché la comunità circostante esprima i propri desideri e negozi per il futuro di False Creek.


La Storia di False Creek e delle Sue Radici Indigene

VANCOUVER — Duecento anni fa, gli antenati di Talaysay Campo raccoglievano vongole e cozze lungo la costa di False Creek. “Era un vasto sito di acquacoltura”, racconta Campo, un membro della First Nation Squamish e manager operativo di Talaysay Tours, un’azienda dedicata a condividere la storia dei popoli indigeni. Oggi, poco rimane dell’abbondanza descritta da Campo. Anche il nome False Creek nasconde la ricchezza ecologica che un tempo definiva questo corpo d’acqua. Questo stretto estuario lungo 3 chilometri non è un ruscello d’acqua dolce come suggerisce il nome, ma un inlet salato.

Il suo nome, assegnato nel 1859 da un capitano marittimo britannico, deriva dall’errore di averlo scambiato con un ruscello. Con l’espansione degli insediamenti europei, i nuovi governi coloniali permisero la distruzione dei villaggi indigeni lungo la costa, costringendo i popoli delle Prime Nazioni a trasferirsi in riserve governative. L’inlet divenne un centro di attività industriali, facendo scomparire i giardini marini un tempo ricchi di vita.


Riflessioni sull’Inquinamento e la Riqualificazione

Nel 1986, l’Expo Mondiale sulla comunicazione e i trasporti trasformò la desolazione industriale di False Creek in un’area di 70 ettari di padiglioni futuristici. Negli anni successivi, questi padiglioni diedero spazio a condomini di alta classe e infrastrutture moderne, come un lungo lungomare. Oggi, la visione per False Creek sta cambiando nuovamente. Fondata nel 2021, la False Creek Friends Society (FCFS) crede nella possibilità di riqualificare l’inlet da un ambiente inquinato a un luogo dove la natura prospera.

Tuttavia, il compito non è semplice. L’inquinamento urbano di False Creek è un problema annoso. La Raincoast Foundation, un’ONG scientifica, collaborerà con la FCFS e il Comune di Vancouver per testare le acque del sito nei prossimi due anni per valutare il livello di contaminazione. Secondo Peter Ross, esperto del programma Healthy Waters, la bonifica potrebbe comportare operazioni complesse e costose, come il dragaggio dell’inlet per rimuovere i sedimenti contaminati.


Problematiche Giurisdizionali e Soluzioni Possibili

La gestione di False Creek è complicata: la giurisdizione è divisa tra il governo federale, provinciale e municipale. Ciò solleva domande fondamentali su chi debba decidere il futuro di questo spazio. È necessario che siano le agenzie governative a determinare le sorti del corpo d’acqua, oppure i membri della comunità che vivono lungo le sue coste dovrebbero avere voce in capitolo?

La FCFS sta spingendo per un modello di governance più agile, come un parco marino urbano gestito dalle Nazioni Indigene legate storicamente all’inlet, o la concessione della personalità giuridica ambientale a False Creek. Quest’ultima possibilità garantirebbe diritti legali all’ecosistema, con la rappresentanza di custodi, spesso appartenenti a gruppi indigeni. Negli ultimi anni, l’Ecuador è stato pionieristico nel riconoscere questi diritti, e altre giurisdizioni, come il Québec, stanno seguendo l’esempio.


La Voce della Comunità e la Visione Futura per False Creek

Quest’anno, Mendel Skulski è diventato manager esecutivo della FCFS. Sebbene si mostri entusiasta delle possibilità rappresentate dalla designazione di False Creek come parco marino, avverte anche che tali misure potrebbero limitare come la comunità utilizza l’area. La FCFS sta ora adottando un approccio che pone la comunità al centro, organizzando assemblee tra i vari attori coinvolti, residenti e Prime Nazioni incluse.

Questa iniziativa rappresenta un passo fondamentale per l’impegno della comunità. La FCFS sta collaborando con la Georgia Strait Alliance, un’organizzazione no-profit di protezione ambientale, per creare una mappa che includa non solo la geografia ma anche le aree ecologiche, storiche e culturali significative per i residenti. Beatrice Frank, direttrice esecutiva dell’alliance, sottolinea che questa è solo l’inizio di un piano futuro per l’inlet.


Il sogno di un False Creek rivitalizzato è teso a riannodare i legami con la natura. Talaysay Campo desidera riportare cerimonie tradizionali, come il tem lhawt’, che celebrate dai popoli delle Prime Nazioni per attrarre il pesce, dimostrando come la cultura indigena e la vita marina possono tornare a prosperare fianco a fianco.

Per ulteriori dettagli sul progetto e la storia di False Creek, consulta il sito ufficiale della False Creek Friends Society e della Raincoast Foundation.

Fonti Ufficiali

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