La minaccia al vongola regina nei Caraibi
La domanda internazionale per la carne e i gusci di vongola regina ha portato a un grave sovrasfruttamento. Inoltre, la degradazione degli habitat, inquinamento e il riscaldamento delle acque rappresentano ulteriori minacce per questa specie. Per contrastare il declino della vongola regina, i ricercatori stanno collaborando con organizzazioni di conservazione locali in tutto il Caraibi, al fine di stabilire una rete di incubatoi mobili. Questi ospitano la grande lumaca marina nelle sue vulnerabili fasi iniziali di vita. L’obiettivo è non solo promuovere lo sviluppo delle vongole, ma anche creare spazi comunitari in cui le persone possano apprendere il ciclo di vita della vongola regina e partecipare agli sforzi di ripristino.
La vongola regina (Aliger gigas) era un tempo così abbondante che i pescatori nei Caraibi potevano raccoglierla in acque poco profonde. Oggi, invece, queste lumache marine sono in declino nel Golfo del Messico e nel Mar dei Caraibi, con alcune popolazioni già collassate.
Le sfide della riproduzione
Il crescente interesse per la carne e i gusci di vongola regina ha portato a un sovrasfruttamento, mentre la degradazione degli habitat e l’inquinamento aggravano la situazione. Nonostante una regolamentazione interna dal 1992 tramite la lista CITES, molti esemplari non riescono a raggiungere l’età adulta comparati ai dati storici. Gli scienziati stanno sviluppando una soluzione innovativa attraverso incubatoi mobili alimentati da energia solare, che proteggono le vongole durante le loro fasi iniziali. Il laboratorio di vongola regina (QCL), affiliato all’Università della Florida Atlantic (FAU), lavora insieme a organizzazioni locali per implementare questi incubatoi. Non solo hanno come scopo la protezione delle vongole in via di sviluppo, ma anche l’educazione delle comunità locali sul ciclo di vita di questa specie.
Questa iniziativa ha come obiettivo di aiutare un numero maggiore di vongole a raggiungere la maturità riproduttiva. Nel mese di giugno, il laboratorio mobile numero otto del QCL, situato nell’isola di Eleuthera, alle Bahamas, ha festeggiato la sua prima schiusa e punta a liberare fino a 2.000 vongole giovanili all’anno. Anche se questo numero sembra promettente, uno studio del 2022 pubblicato su Fisheries Science & Aquaculture ha dimostrato che solo una vongola su 4.000-10.000 sopravvive fino all’età adulta, ostacolando la capacità della specie di ripristinare le proprie popolazioni. La predazione da parte di altri animali marini e il disturbo degli habitat da parte di fenomeni ambientali e climatici sono tra le principali cause di mortalità.
Rafforzare la comunità attraverso l’educazione
Le femmine adulte di vongola regina producono una massa di uova che può contenere centinaia di migliaia di esemplari. Una volta fertilizzate, le larve attraversano un ciclo di sviluppo di 21 giorni, galleggiando in mare prima di metamorfosarsi in giovanili e stabilirsi sul fondo marino. Tuttavia, sopravvivere a queste fasi iniziali di vita è difficile. Gli incubatoi mobili del QCL vengono usati per accogliere le uova raccolte dai pescatori, incubandole per 4-5 giorni prima di dare vita a migliaia di piccole larve, che si nutrono di fitoplancton coltivato negli stessi incubatoi.
Quando le larve sono pronte per la metamorfosi, vengono trasferite su griglie sommerse contenenti erba marina. Questo processo segna la loro transizione da larve nuotatrici a una forma scolorita e riconoscibile. Dopo due mesi, sono trasferite in vasche per continuare a crescere. A un anno di età, queste giovani vongole vengono trasferite in recinti protetti dove si adattano alla vita in mare prima di passare a un asilo felice. Ci vorranno altri due o tre anni prima di diventare adulte.
Le incube mobili, lunghe circa sei metri e larghe due, possono essere facilmente trasportate e utilizzate in diversi contesti. Alimentate da energia solare, possono necessitare connettività alla rete elettrica in periodi di stress termico. Grazie ai social media, l’interesse per questi incubatoi è aumentato, portando a collaborazioni in paesi come Giamaica, Porto Rico e Bahamas. Per ogni incubatoio, due o tre membri del personale locale, in parte formati senza precedenti esperienze in biologia marina, si occupano della manutenzione e dell’alimentazione delle vongole.
La necessità di ulteriori ricerche
Andrew Kough, biologo ricercatore al Shedd Aquarium di Chicago e autore principale di una revisione sull’acquacoltura delle vongole, evidenzia l’importanza di questi sforzi. Viene riconosciuto il grande potenziale educativo e di coinvolgimento per le comunità. Tuttavia, non ci sono ancora studi peer-reviewed che dimostrino come l’acquacoltura possa ripopolare significativamente le popolazioni di vongole selvatiche.
Megan Davis, coautrice di uno studio recente, condivide questa opinione e rimane fiduciosa che la liberazione delle vongole da un incubatoio fisso nel 2025 porterà a più esemplari maturi in libertà. Il successo degli incubatoi mobili viene così misurato anche in base alla loro capacità di sostenere gli sforzi di conservazione guidati dalla comunità. Anche se resta da stabilire l’impatto dell’acquacoltura riparativa, l’importanza di questi incubatoi risiede nel dimostrare che ci sarà sempre un modo per far crescere le vongole.
Fonti:
- CITES Secretariat. (2017). Appendici I, II e III. Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione.
- Kough, A. et al. (2024). Queen conch aquaculture remains a conservation symbol and is not yet a fisheries solution. Oryx.
- Medley, P. Monitoraggio e gestione delle vongole regina: un manuale. FAO Fisheries Technical Paper.
- Rogers, L. A. et al. (2019). Shifting habitats expose fishing communities to risk under climate change. Nature Climate Change.
- Stoner, A.W. (2022). Synthesis of research on the reproductive biology of queen conch. Reviews in Fisheries Science & Aquaculture.
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