Inchiesta sul Ponte sullo Stretto, le reazioni e il dibattito politico
Tra le voci più critiche torna quella dell’ex sindaco di Messina Renato Accorinti, storico attivista del movimento No Ponte. Pur invitando alla prudenza in attesa degli accertamenti giudiziari, Accorinti parla di un quadro che confermerebbe “dubbi storici” sull’opera.
Secondo l’ex primo cittadino, il progetto rappresenterebbe un intervento “sovradimensionato e inutile”, mentre le priorità per la mobilità nello Stretto sarebbero altre: potenziamento degli aliscafi e delle navi di ultima generazione per ridurre i tempi di attraversamento.
Accorinti auspica inoltre la chiusura della società Stretto di Messina e un cambio di approccio nelle politiche infrastrutturali per Sicilia e Calabria.
Sturniolo: “Sistema che rischia di sprecare risorse pubbliche”
Sulla stessa linea anche Gino Sturniolo, esponente dell’assemblea No Ponte, che pur senza commentare direttamente l’inchiesta giudiziaria sottolinea le criticità strutturali del progetto.
Secondo Sturniolo, il Ponte sullo Stretto si inserirebbe in un sistema che rischia di trasformarsi in uno “strumento di spreco di risorse pubbliche”, indipendentemente dalla sua effettiva realizzazione.
L’attivista richiama anche le osservazioni della Corte dei Conti, che avrebbe evidenziato incongruenze legate al riutilizzo di vecchi contratti e progetti considerati non più attuali rispetto al contesto economico e tecnico.
