In Tasmania, le miniere sono chiuse, ma i fiumi custodiscono i loro ricordi.

L’Impatto del Mining in Tasmania: Un Eredità Tossica

L’estrazione di rame in Tasmania ha avuto inizio oltre un secolo fa e ha lasciato un’impronta profonda sull’ecosistema del fiume King. Le conseguenze sono state così gravi che diverse zone sono state descritte dagli scienziati come “biologicamente morte”. Questo deterioramento è dovuto principalmente al drenaggio acido delle miniere e alla contaminazione da metalli. A livello globale, i rifiuti delle miniere hanno inquinato centinaia di migliaia di chilometri di fiumi, mettendo a rischio circa 23 milioni di persone che sono esposte a metalli tossici, principalmente attraverso la contaminazione dei sedimenti piuttosto che da disastri evidenti.

Le miniere, ormai chiuse, che spesso hanno operato con scarsi o nulli controlli ambientali, continuano a rilasciare rifiuti dalle aree di estrazione, causando contaminazione a lungo termine dei fiumi e delle pianure alluvionali. Gli interventi di bonifica in paesaggi fortemente inquinati sono complessi e costosi. I fiumi della Tasmania rappresentano un caso di studio cruciale per il mondo: nonostante decenni di ricerca e misure di mitigazione, la contaminazione da miniera persiste, avvertendo le nazioni in vista di un aumento della richiesta di minerali critici.

Il Fiume King e la Sua Storia Inquinata

Il fiume King si snoda attraverso alcuni dei paesaggi più spettacolari della Tasmania, passando per foreste pluviali e valli di erba a bottone, fino a sfociare in una grande baia vicino a Strahan, un tranquillo paese di pescatori. Per un visitatore occasionale, il fiume sembra selvaggio e incontaminato. Tuttavia, nel febbraio di quest’anno, le acque marroni e torbide del King erano disturbantemente silenziose. La fauna acquatica, che normalmente abbonda in queste acque, è quasi scomparsa.

L’inquinamento lungo il fiume King è il risultato dell’estrazione di rame effettuata presso Mount Lyell, una delle miniere storiche più grandi d’Australia. Fondata negli anni ’90 dell’Ottocento, questa miniera ha riversato tonnellate di rifiuti tossici nel fiume. Anche se il dumping su larga scala è terminato molto prima della chiusura definitiva della miniera nel 2014, il lascito di inquinamento rimane. Le indagini condotte dall’Environmental Protection Authority della Tasmania hanno rivelato che alcune sezioni del fiume King sono “biologicamente morte”, rimarcando l’impatto duraturo dell’estrazione mineraria.


La contaminazione nella parte bassa del King River è in gran parte dovuta a tonnellate di rifiuti ricchi di solfuri. Quando questi rifiuti vengono esposti all’aria e all’acqua, producono un drenaggio acido che dissolve metalli come rame e zinco, che si accumulano nel bacino fluviale. La situazione è aggravata da cambiamenti climatici che possono riattivare la contaminazione durante eventi meteorologici estremi.

Un Problema Globale con Ripercussioni Locali

Un’analisi globale pubblicata nel 2023 ha mostrato che i rifiuti minerari hanno contaminato fiumi e pianure alluvionali in tutto il mondo, esponendo gli ecosistemi e le popolazioni a metalli tossici. Circa 23 milioni di persone vivono in aree influenzate da concentrazioni pericolose di rifiuti minerari. Gli studiosi avvertono che la contaminazione da miniera è molto più diffusa a livello globale di quanto inizialmente riconosciuto. Questo inquinamento viene spesso diffuso lentamente e invisibilmente nel corso di decenni.

Oltre il 90% dei metalli associati alla contaminazione mineraria si trova nei sedimenti. Pertanto, il numero di persone esposte tramite i sistemi fluviali contaminati è quasi 50 volte superiore rispetto a quelle colpite da eventi catastrofici. Le aree di miniere abbandonate e inattive rimangono fonti di inquinamento a lungo termine e richiedono interventi di gestione continua, spesso costosi e difficili da attuare.

La Perdita di Biodiversità e la Sua Implicazione sulla Salute

La contaminazione ha gravi conseguenze sulla biodiversità. Le specie sensibili, come gli insetti acquatici, che formano la base della catena alimentare dei fiumi, sono state drasticamente ridotte. Nel complesso, la salute e la diversità degli ecosistemi acuatici sono compromesse a causa della presenza persistente di metalli pesanti e dell’acidificazione delle acque.

Le sorgenti d’acqua potabile e i prodotti agricoli nelle aree inquinate possono accumulare contaminanti, presentando rischi potenziali per la salute umana e la sicurezza alimentare. Nel frattempo, gli studi sul sistema fluviale Queen-King stanno rivelando un’assenza di specie ittiche nelle sezioni contaminate, suggerendo che le popolazioni di pesci prosperano principalmente in affluenti più puliti.

L’Università della Tasmania mette in guardia che le conseguenze sulla salute umana possono non essere immediatamente visibili, ma il rischio di esposizione a lungo termine rimane una preoccupazione.

Pietre Miliari nella Bonifica e la Necessità di Regolamentazione

Sebbene siano stati fatti progressi nella gestione della contaminazione, il danno inflitto è vasto e la bonifica richiederà risorse e regolamentazione rigorosa. La Tasmania ha introdotto leggi specifiche per la gestione della polluzione mineraria, come il Mt Lyell Acid Drainage Reduction Act, ma la situazione rimane critica.

Il cambiamento climatico, con la sua relativa crescita di eventi meteorologici estremi, complica ulteriormente gli sforzi di recupero, rendendo essenziale un monitoraggio regolare e interventi tempestivi. Ogni iniziativa di bonifica deve inevitabilmente considerare le specifiche climatiche della regione, come le intense precipitazioni che possono riattivare la contaminazione.

Il caso della Tasmania serve da monito: l’estrazione mineraria e i processi industriali stiano causando un inquinamento che non solo colpisce l’ambiente locale, ma ha anche ripercussioni globali. Man mano che la domanda per i minerali e le risorse continua a crescere, è fondamentale che i paesi imparino dagli errori del passato per assicurare che le azioni intraprese oggi non conducano a danni irreparabili in futuro.

Fonti ufficiali:

  • Macklin, M.G. et al. (2023). “Impacts of Metal Mining on River Systems: A Global Assessment.” Science.
  • Barbarossa, V. et al. (2026). “The Many Pathways of Mining Impacts on Biodiversity.” Conservation Letters.

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Luigi Salemi: