Droni sostenitori nella conservazione dei dugonghi di fronte a minacce crescenti.

Innovazioni nella Conservazione dei Dugong tramite Droni

La tecnologia dei droni sta rivelando nuove informazioni sui dugong, un erbivoro marino classificato come vulnerabile a livello globale e già estinto in alcune zone del suo habitat. Gli scienziati utilizzano droni per migliorare le stime della popolazione di dugong e per condurre controlli della salute non invasivi. Questi animali si nutrono esclusivamente di praterie di fanerogame marine, dove la loro attività di foraggiamento aiuta a mantenere questi importanti serbatoi di carbonio. È fondamentale legare gli sforzi per la conservazione delle praterie di fanerogame con la protezione dei dugong.

La tecnologia dei droni fornisce importanti nuovi spunti sulla vita dei dugong, rivelando il ruolo cruciale che svolgono nella gestione delle praterie di fanerogame, uno dei serbatoi di carbonio più rilevanti degli oceani.


I dugong (Dugong dugon), spesso chiamati “vache di mare”, sono erbivori marini che possono raggiungere i 3 metri di lunghezza e pesare fino a 420 chilogrammi. Si nutrono quasi esclusivamente di fanerogame in acque costiere poco profonde, in un ampio raggio che si estende tra gli oceani Indiano e del Pacifico sudorientale. Anche se la loro distribuzione è stata recentemente evidenziata come estremamente irregolare, i rapporti del 2025 della Convenzione sulla Conservazione delle Specie Migratorie (CMS) hanno offerto l’aggiornamento globale più completo sullo stato e le necessità conservazionistiche dei dugong negli ultimi vent’anni.

Distribuzione Globale e Minacce ai Dugong

La concentrazione più alta di dugong si trova in Australia, dove si stima che vivano circa 166.000 individui nelle acque costiere. Altri hotspot includono il Golfo Arabico, il Mar Rosso e l’Indonesia, mentre circa 300 dugong abitano la costa del Mozambico, il loro ultimo rifugio in Africa. Tuttavia, in altre aree, la situazione è meno promettente. L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha classificato i dugong come vulnerabili all’estinzione per oltre 40 anni, con alcune giurisdizioni che li hanno designati come specie a rischio, come nelle isole di New Caledonia e nelle Isole Nasei del Giappone. Inoltre, una ricerca del 2022 ha dichiarato il dugong estinto in Cina.

Secondo Helene Marsh, professoressa di scienze ambientali presso l’Università James Cook dell’Australia e autrice principale del rapporto CMS, il numero globale di dugong è sicuramente sottostimato, poiché gran parte del loro habitat non è mai stato esaminato.


I veicoli aerei senza equipaggio (UAV), o droni, rappresentano una valida alternativa per colmare le lacune create dalle tecniche di rilevamento tradizionali, che si basano su osservazioni di persone a bordo di leggeri aerei. Marsh ha fatto sapere a Mongabay che i droni hanno registrato enormi mandrie di dugong, fino a 1.200 individui nel Golfo Persico, mentre in India, nel primo Riserva di Conservazione dei Dugong nello stato sudoccidentale del Tamil Nadu, sono stati avvistati più di 200 dugong tramite filmati dronati.

I droni stanno diventando sempre più importanti, specialmente in combinazione con l’Intelligenza Artificiale, poiché gli algoritmi elaborano enormi quantità di immagini generate dai droni, aiutando i ricercatori a stimare con maggiore precisione il numero di dugong. Inoltre, possono anche rilevare colonne di sedimenti disturbati che indicano dove i dugong si stanno nutrendo.


Questa metodologia consente di identificare popolazioni poco conosciute. Laura Mannocci, del centro di ricerca francese MARBEC (Marine Biodiversity Exploitation & Conservation), afferma che i sondaggi dronati possono aiutare a individuare piccole popolazioni locali in paesi dove la specie era stata vista raramente. Attualmente è in corso un test di droni con ali fisse, più grandi dei quadricotteri, al largo dell’isola di Mayotte, nel Canale del Mozambico. Questi droni possono volare più lontano e più a lungo, ma è importante che possano decollare verticalmente, un aspetto cruciale in spazi limitati.

La Mannocci mira ad utilizzare questa nuova generazione di droni per migliorare i sondaggi in Indonesia, dove i dugong rimangono in gran parte inesplorati. Le prime ricerche suggeriscono che l’Indonesia ospita circa 1,6-1,8 milioni di ettari di praterie di fanerogame — habitat ideale per i dugong — lungo la sua vasta costa e le sue isole, che rappresenterebbero il 20-30% dell’areale globale dei dugong, secondo il ricercatore Akbar Ario Digdo.


I dugong, animali lenti che tendono a rimanere vicino alla superficie, sono particolarmente vulnerabili a minacce causate dall’uomo, come le collisioni con le imbarcazioni, le catture accidentali e gli eventi di inquinamento come le fuoriuscite di petrolio. La guerra attuale in Medio Oriente sta aggravando questi pericoli, con il rischio di inquinamento da navi danneggiate durante il conflitto.

Nonostante la caccia ai dugong sia diminuita significativamente negli ultimi anni, altre minacce sono aumentate, in particolare il cambiamento climatico e lo sviluppo costiero, che stanno distruggendo le praterie di fanerogame dove si nutrono. Le loro caratteristiche biologiche aumentano questa vulnerabilità: i dugong possono vivere fino a 70 anni ma impiegano circa 10 anni per raggiungere la maturità e partoriscono solo ogni tre-sette anni, rendendo difficile per le popolazioni riprendersi dai contraccolpi.


Il monitoraggio della salute delle mandrie di dugong è cruciale. Mannocci utilizza droni per eseguire controlli della salute aerei, raccogliendo dati su larga scala molto più rapidamente rispetto ai metodi tradizionali, che possono essere invasivi e costosi. Attualmente, il suo team ha effettuato controlli della salute su 272 individui in 18 paesi nella Regione Indo-Pacifica.

I dugong si nutrono esclusivamente di fanerogame, consumando fino a 30 kg al giorno. Questo rapporto simbiotico è vitale; i dugong non solo consumano le piante ma contribuiscono anche alla loro salute, ciò che aiuta a mantenere le praterie vigore. Le praterie di fanerogame coprono solo lo 0,2% dell’oceano ma stoccano circa il 10% del carbonio oceanico, rendendole altamente efficaci nella mitigazione del cambiamento climatico.


In tutto il mondo, gli sforzi sono ora in corso per salvare le praterie di fanerogame e rafforzare la protezione per i dugong. L’assessment della CMS ha esortato ad includere la mappatura degli habitat dei dugong nel piano globale 2030 per fermare la perdita di praterie di fanerogame, proteggendo oltre 16 milioni di ettari di ecosistema. Gruppi comunitari, come in Australia, stanno avviando accordi legali con le autorità marine per preservare la tradizione di caccia ai dugong, specialmente quando il loro habitat è danneggiato da eventi climatici estremi.

La conservazione delle praterie non supporta solo i dugong, ma anche una varietà di pesci e echinodermi come ricci di mare, essendo una risorsa vitale per le comunità costiere.


Fonti ufficiali:
– IUCN: [International Union for Conservation of Nature](https://www.iucn.org/)
– CMS (Convention on the Conservation of Migratory Species): [CMS](https://www.cms.int/)
– MARBEC: [Marine Biodiversity Exploitation & Conservation](https://www.ifremer.fr/en/marbec)

Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it

Luigi Salemi: