In Brasile, l’agricoltura rigenerativa avanza ma la deforestazione minaccia gli ecosistemi.
Nello stato di Mato Grosso, che è considerato il cuore agricolo del Brasile, vaste aree di foresta pluviale amazzonica e savana del Cerrado si sono trasformate in campi di soia. Situato in una zona di transizione tra l’Amazonia e il Pantanal, circa il 90% del territorio di Mato Grosso era un tempo coperto da vegetazione nativa. Tuttavia, a partire dagli anni ’70, le politiche agricole e le innovazioni hanno spinto l’agricoltura a espandersi rapidamente, rendendo Mato Grosso uno dei principali produttori agricoli del Brasile.
L’Amazonia, la più grande foresta pluviale tropicale del mondo, copre circa il 60% del Brasile, mentre il Cerrado si estende per circa 2 milioni di chilometri quadrati. Dal 1985, circa un quinto dell’Amazonia brasiliana è stato disboscato, e quasi metà della vegetazione nativa del Cerrado è stata erosa per far spazio a bestiame e soia. Le terre un tempo ampie e fertili del Mato Grosso sono ora degradate, portando a gravi formi di erosione.
Innovazione Agricola e Sostenibilità
Nel comune di Itaúba, Ivan Biancon, co-proprietario di un’importante azienda agricola familiare, ha visto come il suolo su cui lavora sia tornato a essere produttivo grazie a pratiche innovative. Biancon è stato il primo agricoltore a unirsi al programma REVERTE, che offre prestiti a basso interesse e supporto tecnico per la rigenerazione di pascoli degradati. Negli ultimi sei anni, l’agribusiness brasiliano è stato responsabile della maggior parte della deforestazione nel paese, ma ora il governo, le ONG e il settore privato stanno esaminando se il ripristino di terre degradate possa alleviare la pressione sulle foreste.
Succede che l’allevamento di bestiame rappresenta il principale motore della deforestazione in Brasile, contribuendo al 78% della deforestazione attribuita alle commodities tra il 2018 e il 2022. Segue la produzione di soia, che è responsabile del 4,6%. Nonostante l’aumento della produzione di soia, l’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici è aumentato molto più velocemente, causando danni significativi al suolo e alla biodiversità.
