Un tesoro naturale in Angola
In una remota regione degli altopiani angolani, è stata riconosciuta un’importante riserva naturale, un vero e proprio “torre d’acqua”. Conosciuta localmente come lisima lya mwono, o “fonte di vita”, quest’area non solo alimenta i fiumi più significativi della regione, ma ospita anche una fauna selvatica unica e preziosa.
Questo sito è stato ufficialmente designato lo scorso ottobre dal governo angolano e annunciato il 6 gennaio dalla Convenzione di Ramsar sulle zone umide. Si estende su circa 53.000 chilometri quadrati nella provincia di Moxico.
Un ecosistema unico e prezioso
Situata su un vasto plateau a circa 1.200 metri sopra il livello del mare, quest’area è caratterizzata da valli e laghi d’acqua dolce, fiumi, torbiere e paludi. Questi ecosistemi sono cruciali per la conservazione della biodiversità e contribuiscono a immagazzinare enormi quantità di pioggia, rilasciandola gradualmente nei principali sistemi fluviali africani, come l’Okavango e lo Zambesi.
Kerllen Costa, direttore angolano per il National Geographic Okavango Wilderness Project, ha descritto la regione come un “mondo nascosto”. I ricercatori del progetto hanno scoperto i sistemi idrici locali per la prima volta nel 2015, seguendo il corso del fiume Cuito.
Da allora, il team ha documentato quasi 150 nuove specie per la scienza, tra cui ragni, serpenti, roditori e funghi. Le trappole fotografiche hanno rivelato una fauna selvatica abbondante, come leoni, leopardi e ghepardi. Sono state riportate anche avvistamenti di misteriosi “elefanti fantasma”, che potrebbero appartenere a una popolazione geneticamente distinta.
David Goyder, direttore della ricerca botanica del NGOWP e membro dei Royal Botanic Gardens di Kew, Regno Unito, ha sottolineato che i suoli profondi e sabbiosi della torre d’acqua sostengono le foreste decidue di miombo. Queste foreste ospitano piante altamente specializzate, molte delle quali sono uniche della regione, come il Cochlospermum adjanyae, un albero che cresce principalmente sottoterra, con pochi fiori gialli che spuntano in superficie.
“La conservazione delle foreste di miombo è essenziale per mantenere questa fonte d’acqua”, ha affermato Goyder. È interessante notare che i popoli Luchazi locali vietano culturalmente la costruzione vicino alle fonti d’acqua, svolgendo un ruolo chiave nella sostenibilità dell’ecosistema da generazioni.
“Ogni 20 chilometri c’è una valle e un fiume”, ha spiegato Costa. “Tutti sono cristallini, a corso libero; non c’è sviluppo; le persone vivono secondo le loro antiche tradizioni e credenze; le foreste sono intatte, non c’è produzione di carbone.”
La zona è stata risparmiata dalla deforestazione e dalle grandi estrazioni minerarie e legname, soprattutto grazie alla sua remoteness e ai decenni di isolamento durante la guerra civile angolana, terminata nel 2002. Negli ultimi tempi, tuttavia, la situazione sta cambiando.
Costa ha evidenziato che c’è un crescente accesso al paesaggio, citando l’invasione di cacciatori su motociclette provenienti dalle grandi città delle province vicine. La domanda di carne selvatica ha portato alcuni cacciatori ad accendere incendi di fine stagione per costringere gli animali a fuggire, mettendo a rischio parti di questo delicato ecosistema.
La designazione di Ramsar rappresenta un nuovo modello di conservazione in Angola, secondo Costa. “Illumina la questione affinché il governo e i partner possano proteggere queste persone e questo paesaggio,” ha affermato con entusiasmo.
Con la crescente consapevolezza dell’importanza di questa area, esistono nuove possibilità per promuovere la conservazione e l’educazione ambientale, affinché la ricchezza naturale dell’Angola rimanga intatta per le generazioni future.
Fonti ufficiali: National Geographic, Ramsar Convention on Wetlands.
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