I risultati di uno studio innovativo sulla gestione delle foreste del Bacino del Congo
Recenti ricerche hanno sviluppato un programma di machine learning per stimare il carbonio già immagazzinato e sequestrato annualmente dalle foreste pluviali del Bacino del Congo, il più grande serbatoio di carbonio forestale del pianeta. Gli studiosi hanno scoperto che le concessioni forestali gestite, che rimuovono annualmente un numero limitato di grandi alberi e controllano rigorosamente altre attività umane, rappresentano oltre la metà del carbonio netto rimosso dalle foreste del Bacino del Congo. Gli autori dello studio suggeriscono che l’espansione di queste concessioni potrebbe aumentare ulteriormente la capacità di sequestro di carbonio della regione, offrendo al contempo una fonte di reddito per le popolazioni locali.
Altri esperti, però, ribadiscono che affrontare i conflitti locali che portano a deforestazione illegale sarebbe una soluzione più efficace per la salvaguardia di queste foreste.
Un serbatoio di carbonio sotto minaccia
Le foreste pluviali del Bacino del Congo, con i loro 3,3 milioni di chilometri quadrati in Africa centrale, sono fondamentali per l’assorbimento di carbonio dall’atmosfera, trasformando l’anidride carbonica in foglie, corteccia e rami. Questo processo contribuisce in modo significativo a mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Un recente studio ha quantificato il sequestro di carbonio, offrendo una sorprendente conclusione: la gestione sostenibile delle risorse forestali potrebbe rivelarsi più vantaggiosa che mantenere le foreste intatte.
Secondo i risultati pubblicati in un’anticipazione su Nature Communications, le aree di logging gestito rappresentano circa il 57% delle rimozioni nette di carbonio nel Bacino del Congo. I ricercatori spiegano che queste foreste possono apportare benefici sia all’ambiente che alle comunità locali se si permette una gestione sostenibile del legname.
Uno dei principali risultati evidenziati dal modello è che quasi il 98,7% del carbonio rimosso annualmente dall’atmosfera dalle foreste del Bacino del Congo proviene da aree con qualche forma di gestione. Tra queste, le aree protette e le concessioni boschive oramai dimostrano l’importanza di un approccio regolamentato. Sorprendentemente, anche le foreste mature, gestite con criteri sostenibili, accumulano la maggior parte del carbonio, contribuendo all’84% delle rimozioni. Al contrario, le foreste non gestite tendono ad emettere carbonio quasi quanto ne accumulano, a causa della deforestazione illegale e dei metodi di coltivazione non sostenibili.
Una strategia vincente per il futuro
Il dott. Le Bienfaiteur Sagang, principale ricercatore dell’Università della California, Los Angeles, ha affermato che non era del tutto sorprendente osservare che le concessioni boschive sono efficaci nel rimuovere carbonio dall’atmosfera. Una gestione appropriata permette la rimozione di pochi alberi all’anno e stabilisce regole rigorose su dimensioni minime e sull’apertura delle aree al taglio. Il ricercatore ha rivelato che il carbonio immagazzinato dai giovani alberi e la loro crescita superano le perdite associate al taglio.
Sagang ha anche espresso sorpresa per il volume di carbonio accumulato in queste aree gestite, suggerendo che le concessioni di logging sostenibili possono rappresentare una soluzione vantaggiosa per le comunità locali, contribuendo simultaneamente alla conservazione delle foreste.
Eppure, la ricerca ha sollevato interrogativi importanti: quali sono gli impatti sulla biodiversità a lungo termine nelle aree soggette ad attività di logging? Le concessioni di Gabon, ad esempio, hanno mostrato un’elevata densità di elefanti e scimmie, ma la possibilità che la gestione sostenibile abbia effetti duraturi sulla biodiversità è ancora in discussione.
Esperti come Josué Aruna, direttore esecutivo della Congo Basin Conservation Society, avvertono che l’industria del legname è spesso controllata da aziende internazionali che non collaborano con le comunità locali e che la corruzione nei contratti di logging può influenzare negativamente la gestione forestale.
Le sfide della gestione sostenibile
Aruna sottolinea che la priorità dovrebbe essere restituire il controllo delle foreste alle comunità locali e promuovere pratiche agroecologiche in armonia con l’ambiente. “Supportare la gestione sostenibile da parte delle comunità locali e delle popolazioni indigene è fondamentale per garantire la protezione delle foreste”, ha dichiarato Aruna.
La ricerca rappresenta quindi un’opportunità per esaminare a fondo la situazione delle foreste nel Bacino del Congo, offrendo spunti per adottare interventi che possano coniugare conservazione e sviluppo economico.
In sintesi, le ricerche indicano che una gestione attenta delle foreste può portare benefici sia al clima che alle popolazioni locali, ma che è necessario un approccio olistico che vada oltre la semplice concessione di permessi di taglio.
Fonti ufficiali:
- Nature Communications
- Congo Basin Conservation Society (CBCS)
- World Resources Institute
Fonti:
- Sagang, L. B., et al. (2026). Managed rainforests support higher carbon density and sequestration in the Congo Basin. Nature Communications. doi:10.1038/s41467-026-72399-4
- Aruna, J. (2023). Situazione delle foreste nel Bacino del Congo. Congo Basin Conservation Society.
Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it