Il recupero dei bovini selvatici migliora le vite locali attorno alla riserva thailandese.

Il Banteng: un simbolo di speranza e rinascita

Il banteng, una specie di bovino selvatico, ha visto una drastica riduzione della popolazione, con un calo dell’80% negli ultimi decenni. Tuttavia, in Thailandia, grazie a pratiche di protezione dell’habitat e alle pattuglie dei ranger, le popolazioni stanno vivendo un sorprendente recupero in aree ben protette. Decenni di rigorose misure di protezione e monitoraggi hanno ridotto il bracconaggio, permettendo a diversi gruppi di banteng di espandersi oltre le aree protette e nelle zone tampone limitrofe.

Per proteggere questi gruppi in crescita, i villaggi dell’area cuscinetto del Santuario Faunistico di Huai Kha Khaeng, che precedentemente avevano subito conflitti con i banteng, hanno avviato un’iniziativa di ecoturismo guidata dalla comunità, focalizzata sull’osservazione di questi animali. Le escursioni nella fauna selvatica creano forti deterrenti culturali, sociali e finanziari al bracconaggio, trasformando il banteng in una specie chiave per mobilitare il supporto locale alla conservazione.


Il ritorno dei Banteng e il Futuro delle Comunità Locali

“Cinque anni fa, non avremmo mai potuto vedere questo,” afferma Boonlert Tianchang, sollevando un paio di binocoli. “Ora, i banteng sono proprio qui, mentre prima dovevamo addentrarci nella foresta.” Siamo a Huai Kha Khaeng, un’area protetta in Thailandia, circondati da lussureggianti prati e vista su un gruppo di banteng. Questi bovini, di un color ruvido caldo, stanno brucando l’erba, mentre i loro corpi robusti contrastano con le zampe bianche e i lati ghiacciati.

La vitalità di questa specie viene alimentata da misure di conservazione che hanno incluso pattuglie di ranger di alta qualità. I risultati sono evidenti: negli ultimi vent’anni, la popolazione di banteng nel Santuario di Huai Kha Khaeng è raddoppiata, raggiungendo circa 1.400 individui. Questo ha portato all’area il riconoscimento di ospitare la più grande popolazione di banteng nel sud-est asiatico, diventando cruciale per i programmi di reintroduzione in altre aree protette.


La strategia di conservazione è cambiata. Il successo della popolazione di banteng è attribuibile all’approccio SMART (Spatial Monitoring And Reporting Tool), lanciato nel 2006 per migliorare la gestione delle aree protette attraverso dati informati e un metodo di pattugliamento intelligente. Questo ha sostituito le precedenti misure militari che avevano avuto un impatto limitato e ha ridotto notevolmente il bracconaggio.

Nonostante il recupero, le comunità locali stanno affrontando nuove sfide, poiché i banteng si sono espansi nelle aree di pascolo utilizzate dagli agricoltori. Ciò ha portato a conflitti, con i contadini che segnalano danni alle colture causati dai bovini. Gli agricoltori sono stati invitati a spostare il bestiame domestico dalle aree frequentate dai banteng, per ridurre il rischio di trasmissione di malattie.

Il raggiungimento dell’equilibrio tra la conservazione dei banteng e le esigenze della comunità locale è diventato essenziale. Finanziamenti e incentivi sono stati implementati, come pagamenti per gli agricoltori che rimuovono il bestiame, ma ciò è risultato insufficiente per compensare completamente i costi dei mezzi di sussistenza. È cruciale anche che le comunità vedano benefici diretti dalla protezione di queste popolazioni faunistiche.

Il Ruolo dell’Ecoturismo nella Conservazione

Il potenziale dell’ecoturismo è emerso come una soluzione positiva. Con il sostegno di enti governativi e accademici, la comunità di Rabam ha lanciato un’impresa di turismo basata sull’osservazione della fauna selvatica. All’inizio, c’era scetticismo, ma il successo di iniziative di ecoturismo simili altrove ha motivato ulteriormente la comunità. Oggi, più di 320 residenti di 19 villaggi partecipano con attività che spaziano dall’osservazione della fauna a escursioni tra la natura, contribuendo così alla sostenibilità economica locale.

Fino a oggi, la partecipazione dei membri della comunità è stata fondamentale: il 5% dei proventi viene reinvestito in progetti locali, creando un senso di responsabilità e appartenenza. Questo ha portato a un cambiamento nelle percezioni locali riguardo all’importanza dei banteng e ad una maggiore curiosità verso la fauna selvatica. In questo modo, i residenti non solo vedono opportunità economiche, ma anche il valore intrinseco della biodiversità nelle loro vite.

“Con il turismo, la comunità sente di possedere la foresta e di volerla proteggere,” conferma Boonlert. Questo approccio ha il potenziale di mantenere l’equilibrio tra le esigenze umane e la conservazione della natura, garantendo che il progetto rimanga sostenibile senza cadere nel sovrasfruttamento.

Inoltre, è fondamentale che il turismo sia gestito da membri della comunità che vedano direttamente i benefici della fauna selvatica. Questo approccio non solo contribuisce a preservare gli habitat, ma ribalta anche la narrativa di conflitto in una di coesistenza armoniosa, ponendo i banteng come simbolo di speranza e prosperità per la comunità locale.

Fonti ufficiali:
– IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura)
– WWF Thailandia
– Wildlife Conservation Society (WCS)

Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it

Luigi Salemi: