Il programma carbonico della Banca Mondiale minaccia i diritti delle comunità indigene indonesiane.
Questi atti erano delle affermazioni: la foresta appartiene a coloro che se ne prendono cura. La comunità ha cercato il riconoscimento ufficiale come Masyarakat Hukum Adat (“Comunità di Diritto Indigeno”), ma il processo è bloccato a causa di dinamiche politiche locali e rivendicazioni sovrapposte. Nel 2011, un consulente esterno ha tracciato la loro terra con un coinvolgimento minimo della comunità, producendo mappe che tagliavano attraverso aree consuetudinarie e ignoravano i marker naturali utilizzati da generazioni. Nonostante le proteste, la mappa inaccurata è stata legittimata dalle autorità locali. La mappatura è diventata uno strumento di espropriazione.
Nel corso del tempo, la strategia della comunità si è ampliata. Nel 2017, dopo aver esaminato evidenze presentate da Long Isun e gruppi della società civile, il Forest Stewardship Council (FSC) ha revocato la certificazione di disboscamento sostenibile della KBT a causa di violazioni dei diritti e conflitti irrisolti, sancendo una vittoria rara per una comunità remota nella foresta. Questa esperienza ha preparato i Dayak Bahau a una nuova forma di negoziazione: non più con le aziende nella loro foresta, ma con istituzioni multilaterali con sede dall’altra parte del mondo.
