Il laser scanning delle foreste può migliorare le stime di carbonio, ma sorgono dubbi di credibilità.
L’Australia vanta due tipologie di mercati del carbonio: quello di compliance, obbligatorio per le aziende, e quello volontario, accessibile a individui e organizzazioni che possono emettere, acquistare o vendere crediti di carbonio. Per esempio, un’azienda che desidera compensare le proprie emissioni può finanziare un progetto di riforestazione in grado di catturare e immagazzinare una quantità equivalente di carbonio dall’atmosfera.
Negli ultimi anni, i mercati del carbonio hanno subito un’intensa scrutinio da parte degli esperti, i quali mettono in discussione se i progetti stiano realmente fornendo i benefici climatici promessi. La trasparenza dei dati sui progetti, l’accuratezza delle compensazioni di carbonio e la capacità dei ricercatori indipendenti di verificare i risultati continuano a dominare i dibattiti.
Secondo i dati delle Nazioni Unite, gli investimenti nella restaurazione devono quadruplicare, raggiungendo 296 miliardi di dollari entro il 2030, per raggiungere gli obiettivi globali di restaurazione e contribuire ai target climatici e di biodiversità.
Le foreste restaurate possono fornire informazioni dettagliate sulla struttura forestale, come la stratificazione della chioma, la densità del fogliame e la complessità degli habitat, caratteristiche che possono essere utilizzate per valutare la biodiversità e il recupero degli ecosistemi.
Le potenzialità di LiDAR non si limitano solo al monitoraggio del carbonio; una più ampia adozione di questa tecnologia potrebbe contribuire notevolmente a un’immagine più completa del successo della restaurazione.
