Il Kenya accoglie quattro bonghi di montagna da zoo europei per la conservazione.

Il Progetto di Ripristino del Bongo Montano

Il Mount Kenya Wildlife Conservancy (MKWC) si prepara a ricevere quattro maschi di bongo montano da zoo europei, un’iniziativa mirata a rafforzare la popolazione di uno degli antilocapri più a rischio in Africa. Questo trasferimento, guidato da esperti dello Chester Zoo in Inghilterra, è realizzato in collaborazione con il Kenya Wildlife Service (KWS) e l’Associazione Europea dei Giardini Zoologici e degli Acquari.


In una dichiarazione a Mongabay, il Chester Zoo ha annunciato che i suoi esperti hanno dedicato più di 11 anni alla coordinazione di un programma di riproduzione tra zoo di conservazione europei. “I quattro maschi selezionati – scelti in base a età, salute e genetica – saranno i primi a essere trasferiti da zoo europei in Kenya nell’ambito di un’iniziativa di rewilding,” ha spiegato il zoo.

Importanza della Collaborazione Internazionale

Nick Davis, direttore della sezione mammiferi del Chester Zoo e coordinatore del programma di riproduzione europeo, ha sottolineato l’importanza di queste collaborazioni. “Senza iniziative di questo tipo, non possiamo prevenire l’estinzione di questa magnifica specie,” ha dichiarato. “Questi sforzi dimostrano come zoo moderni, basati sulla scienza, abbiano un ruolo essenziale nel riportare le specie dalla soglia dell’estinzione.”


Secondo l’ultima valutazione dell’IUCN, risalente al 2016, il bongo montano è classificato come “criticamente in pericolo”, con solo 70-80 adulti rimasti nel loro habitat naturale, tutti concentrati in Kenya. Negli ultimi dieci anni, la popolazione selvatica dei bonghi montani (Tragelaphus eurycerus ssp. isaaci) ha subito un aumento temporaneo. Un rapporto sul censimento faunistico nazionale kenyano riporta che nel 2021 erano circa 150, ma nel 2025 sono scesi a solo 66 individui.

Gli esperti kenyani attribuiscono il declino della specie a una combinazione di perdita dell’habitat e bracconaggio. Questo rientra in un trend più ampio di minacce a molte specie selvatiche in tutto il mondo.

Contrariamente al crollo delle popolazioni selvatiche, il numero di bonghi in cattività è aumentato, passando da 54 nel 2021 a 93 nel 2025, secondo il censimento faunistico. Inoltre, 17 individui sono stati ripatriati dagli Stati Uniti, aumentando ulteriormente la base genetica per i programmi di riproduzione.

Il Chester Zoo ha dichiarato che una volta che i quattro maschi di bongo supereranno “rigorosi controlli sanitari e quarantena”, potranno essere trasportati in Kenya, dove saranno monitorati da vicino prima di essere introdotti nel programma di riproduzione. “Questi maschi rappresentano un componente critico del nostro programma di rewilding”, ha affermato Robert Aruho, responsabile del MKWC. Con oltre 100 animali coinvolti nel programma di riproduzione in cattività, l’obiettivo è quello di crescere in modo sostenibile, puntando a stabilire almeno 750 individui entro il 2050.

Integrazione della Tecnologia nella Conservazione

La tecnologia sta giocando un ruolo fondamentale nella conservazione della fauna selvatica. Secondo il Chester Zoo, sono stati sviluppati sistemi di rilevamento alimentati da intelligenza artificiale in collaborazione con partner come la Liverpool John Moores University. Queste telecamere offrono dati in tempo reale sul comportamento, i movimenti e la salute degli animali senza disturbarli. Tale innovazione è un importante passo avanti nella conservazione e nel monitoraggio delle specie minacciate.

Stuart Nixon, alto responsabile dei programmi sul campo del Chester Zoo per l’Africa, ha evidenziato come queste tecnologie, unitamente ai programmi di riproduzione in cattività e agli sforzi di reintroduzione a livello internazionale, possano davvero cambiare le sorti dei bonghi montani. “Le strategie integrate di conservazione sono essenziali non solo per questo magnifico animale, ma anche per l’intero ecosistema in cui vive”, ha aggiunto.


È evidente che il lavoro del MKWC e dei suoi partner non solo mira a proteggere una specie in pericolo, ma anche a mantenere l’equilibrio ecologico in una regione ricca di biodiversità. Questi sforzi rappresentano una speranza per il bongo montano e altre specie minacciate, sottolineando l’importanza della collaborazione globale nella conservazione della fauna selvatica.

Per ulteriori dettagli su queste iniziative, è possibile consultare le risorse dell’IUCN e del Kenya Wildlife Service.

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Luigi Salemi: