Il gatto selvatico europeo: un bel delicato equilibrio tra recupero e rischio di estinzione.
Strategie di Conservazione e Monitoraggio
Per monitorare questi animali elusive, i conservazionisti hanno messo in atto “trappole per peli”, consistenti in pali di legno imbrattati con una sostanza attrattiva. Analizzando il DNA dei peli raccolti, gli esperti possono identificare la presenza e la riproduzione dei gatti selvatici. Recentemente, Tonka ha dato alla luce almeno tre cuccioli, un segnale incoraggiante che la specie sta ricominciando a stabilirsi nei suoi habitat naturali.
Le misure di conservazione attuate hanno contribuito a ridurre la pressione venatoria e a migliorare il cibo disponibile, per esempio in Germania e Francia, dove i gatti selvatici stanno recuperando le aree storicamente abitate. Questo è supportato da interventi di protezione dell’habitat, che hanno avuto un impatto positivo sulla loro sopravvivenza.
Nonostante questi segnali di speranza, la situazione generale dei gatti selvatici in Europa è variegata. In Italia, ad esempio, la specie è stata declassata da vicino in pericolo a meno preoccupante nel 2022, ma la popolazione è frammentata. Lorenzo Lazzeri, ecologo comportamentale all’Università di Siena, sottolinea come gruppi isolati possano presentare problemi significativi di diversità genetica e suscettibilità a malattie.
I gatti selvatici, pur non essendo globalmente minacciati di estinzione, necessitano di un’attenzione concertata per salvaguardare le popolazioni nazionali e regionali, specialmente dove i numeri evidenziano declini. Le azioni di conservazione potenti potrebbero fare la differenza e portare a un significativo recupero sul terreno.
