Un gatto che improvvisamente passa più tempo davanti alla ciotola dell’acqua, beve molto più del solito o inizia a urinare con maggiore frequenza non dovrebbe essere considerato semplicemente “più assetato”. Un aumento persistente della sete può infatti dipendere da condizioni molto diverse tra loro e, soprattutto nei gatti adulti e anziani, merita di essere osservato con attenzione.
Naturalmente esistono situazioni in cui un gatto può bere più acqua senza che questo indichi necessariamente una malattia. Temperature elevate, maggiore attività fisica, alimentazione particolarmente secca o un cambiamento nella routine possono modificare temporaneamente il consumo di acqua. Anche il passaggio da un’alimentazione umida a una prevalentemente a base di crocchette può rendere il gatto più dipendente dall’acqua della ciotola.
Quanta acqua beve normalmente un gatto?
Stabilire se un gatto beve “troppo” non è sempre semplice, soprattutto quando vive con altri animali e condivide la stessa ciotola. Inoltre, un gatto alimentato con cibo umido assume una parte significativa dei liquidi direttamente dall’alimento e può quindi bere pochissimo dalla ciotola. Al contrario, chi mangia soprattutto crocchette tende generalmente ad avere un maggiore bisogno di bere.
Per questo è più utile osservare un cambiamento rispetto alle abitudini abituali dell’animale. Una ciotola che viene svuotata molto più rapidamente, la ricerca insistente dell’acqua, il bere dal rubinetto quando prima non lo faceva o un aumento evidente della quantità di urina possono essere segnali da tenere sotto controllo.
Anche il comportamento generale è importante. Se il gatto continua a mangiare, giocare e comportarsi normalmente, un singolo episodio di maggiore sete non deve necessariamente preoccupare. Se invece l’aumento dell’assunzione di acqua persiste, è opportuno parlarne con il veterinario.
Tra le condizioni che possono essere associate a una maggiore sete e a una maggiore produzione di urina ci sono, per esempio, alcune malattie renali, il diabete mellito e l’ipertiroidismo. Non significa però che un gatto assetato abbia necessariamente una di queste patologie: gli stessi segnali possono comparire per motivi differenti e richiedono una valutazione clinica.
I segnali da non sottovalutare
Particolare attenzione va prestata quando l’aumento della sete compare insieme ad altri cambiamenti. Perdita di peso, aumento o diminuzione dell’appetito, vomito, diarrea, debolezza, pelo meno curato, minzione molto frequente o quantità di urina nettamente superiori al solito sono elementi che è importante riferire al veterinario.
Anche l’età conta. Nei gatti anziani è particolarmente utile osservare nel tempo acqua, appetito, peso e abitudini della lettiera, perché variazioni graduali possono essere difficili da notare nella vita quotidiana.
Se si sospetta che il gatto stia bevendo più del normale, può essere utile monitorare per alcuni giorni quanta acqua viene messa nella ciotola e quanta ne rimane, tenendo conto anche dell’acqua contenuta negli alimenti. Quando possibile, è meglio evitare di limitare l’accesso all’acqua nel tentativo di ridurre la minzione: il gatto deve poter bere liberamente.
L’aumento della sete non è quindi una diagnosi, ma un segnale. La ciotola che improvvisamente si svuota più volte al giorno può essere un dettaglio apparentemente banale, ma osservare questi piccoli cambiamenti permette di accorgersi più rapidamente di eventuali problemi e di sottoporli al veterinario quando necessario.