Il condor delle Ande sfrutta le correnti d’aria per volare per ore senza quasi battere le ali

È uno dei più grandi uccelli volatori del pianeta e può attraversare immense distanze sfruttando quasi esclusivamente le correnti d’aria. Il condor delle Ande è un autentico specialista del volo planato: riesce a rimanere in quota per ore, percorrendo decine e persino centinaia di chilometri senza dover battere continuamente le ali.

Con un’apertura alare che può superare i tre metri, questo grande avvoltoio è perfettamente adattato agli ambienti montuosi del Sud America. Vive soprattutto lungo la catena delle Ande, dove sfrutta le correnti ascensionali generate dal riscaldamento del terreno e dai movimenti dell’aria lungo i versanti.

La sua capacità di volare consumando pochissima energia è stata oggetto di uno studio scientifico che ha permesso di comprendere meglio il funzionamento di questa straordinaria strategia.

Il segreto delle correnti ascensionali

Il condor non ha bisogno di battere continuamente le ali per mantenersi in volo. Quando l’aria si riscalda a contatto con il terreno, tende a salire creando correnti termiche che gli uccelli possono sfruttare per guadagnare quota.

Anche il vento che incontra i versanti montuosi può essere deviato verso l’alto, generando correnti ascensionali particolarmente utili per il volo planato.

Il condor sfrutta questi movimenti naturali dell’aria per mantenersi in quota e spostarsi con un consumo energetico molto ridotto. Le sue grandi ali gli consentono di sfruttare anche correnti relativamente deboli, mentre la capacità di individuare le condizioni favorevoli è fondamentale per percorrere lunghe distanze.

Uno studio rivela quanto poco utilizza le ali


Una ricerca pubblicata nel 2020 sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences ha analizzato il volo di alcuni condor delle Ande attraverso dispositivi elettronici applicati agli animali.

I ricercatori hanno registrato oltre 216 ore di volo, monitorando ogni battito delle ali e le condizioni ambientali. Il risultato è stato sorprendente: i condor hanno utilizzato il volo battuto per appena l’1% circa del tempo trascorso in aria.

Uno degli esemplari osservati è riuscito a volare per oltre cinque ore senza battere le ali, percorrendo circa 172 chilometri.

Il movimento attivo delle ali si è concentrato soprattutto durante il decollo e nelle fasi in cui gli uccelli dovevano raggiungere nuove correnti ascensionali.

Oltre a rappresentare un esempio straordinario di adattamento evolutivo, il condor delle Ande svolge un ruolo ecologico fondamentale. Nutrendosi principalmente di carcasse, contribuisce alla rimozione dei resti degli animali e al funzionamento degli ecosistemi.

La sua sopravvivenza è minacciata dalla perdita degli habitat, dall’avvelenamento accidentale e dal conflitto con alcune attività umane. Proteggere questo grande rapace significa tutelare uno degli animali simbolo delle montagne sudamericane e un prezioso equilibrio naturale.

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