Il boom dell’oro in Nicaragua minaccia aree protette e terre indigene.
Nuove Legislazioni e Diritto alla Consultazione
Nel 2023, il governo nicaraguense ha introdotto nuove leggi e accordi commerciali per accelerare l’espansione del settore minerario. Tra queste misure, il National Assembly ha approvato provvedimenti che offrono sgravi fiscali a lungo termine per le aziende minerarie, semplificando anche i permessi ambientali. Recentemente, sono state leggermente modificate le normative sulla conservazione ambientale, permettendo l’estrazione mineraria anche nelle aree protette.
La ricerca ha rivelato che, dal 2023 in poi, 10 blocchi di concessione sono stati rilasciati all’interno delle aree protette, compromettendo la funzione di conservazione di questi spazi. Alcune aree, come la Riserva della Biosfera di Bosawás, hanno visto concessioni rilasciate su terreni che una volta erano protetti.
Anche i diritti delle comunità indigene stanno subendo gravi violazioni. È stato riscontrato che 32 delle concessioni minerarie non hanno registrato alcuna consultazione con le comunità locali, violando il principio di consenso libero, preventivo e informato (FPIC).
“I popoli indigeni vivono in condizioni precarie, e le loro terre sono state sottratte e contaminate”, afferma Yakal Siksa, un membro della comunità indigena Yulu. “Sono diventati completamente vulnerabili.”
Compendiando i numeri, il report di Wangki sottolinea un’emergente crisi di governance ambientale, dove l’interesse commerciale prevale su quello della conservazione e dei diritti umani.
Fonti
- Wangki Indigenous Group Research Report
- Central Bank of Nicaragua Statistics
- Mongabay Analysis
Per approfondire, visita il sito ufficiale di Mongabay per ulteriori articoli di conservazione e attualità ambientali.
Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it
