Gli Stati Uniti pronti a vendere licenze per l’estrazione mineraria sottomarina in acque federali.

Gli Stati Uniti pronti a vendere licenze per l’estrazione mineraria sottomarina in acque federali.

La reazione delle comunità e delle istituzioni locali

Questa iniziativa è emersa in seguito a diversi ordini esecutivi dell’ex presidente Donald Trump, che ha chiesto un’accelerazione nella produzione di minerali critici per motivi di sicurezza nazionale ed economia. Nel mese di aprile 2026, il DOI ha rivelato la sua intenzione di riunire il BOEM e il Bureau of Safety and Environmental Enforcement (BSEE) per formare una nuova entità, la Marine Mineral Administration (MMA). Questa decisione ha suscitato preoccupazioni riguardo a una potenziale diminuzione dei controlli ambientali.

Critici come Elizabeth Klein, ex direttrice del BOEM, sostengono che sia inopportuno riallacciare i due enti, dati i già limitati mezzi di cui dispongono. La velocità con cui avanzano i piani di estrazione è considerata preoccupante da molte comunità locali, temendo un impatto devastante sugli ecosistemi marini e sulle loro economie.

Sabrina Suluai-Mahuka, fondatrice di un’organizzazione ambientalista ad American Samoa, ha espresso una forte opposizione alla mancanza di consultazioni da parte del governo statunitense con la comunità locale. Afferma che è un insulto per le popolazioni locali non essere ascoltati, malgrado la loro opposizione.


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