Gli animali sentono quando stiamo male? Tra fiuto, istinto e misteri ancora da spiegare

Quante volte abbiamo sentito raccontare di un cane che improvvisamente non si stacca dal proprio padrone, di un gatto che cambia comportamento quando una persona si ammala o di un animale che sembra percepire qualcosa che gli esseri umani non riescono ancora a vedere? Da qui nasce una domanda affascinante: gli animali possono davvero accorgersi che una persona sta male, oppure si tratta soltanto di coincidenze e interpretazioni umane?

La risposta della scienza è più interessante di quanto si possa pensare. Non esistono prove che cani e gatti siano capaci di “prevedere la morte” o di sapere che una persona sta per morire. Esistono però numerose ricerche che dimostrano come alcuni animali siano in grado di percepire cambiamenti fisiologici nel corpo umano molto prima che siano evidenti ai nostri occhi.

Il principale strumento è l’olfatto. I cani possiedono capacità olfattive enormemente superiori a quelle umane e possono distinguere molecole presenti nel sudore, nel respiro, nelle urine e in altri campioni biologici. Alcuni studi hanno dimostrato che cani addestrati possono riconoscere particolari odori associati a malattie, compresi alcuni tumori. La ricerca riguarda anche l’epilessia: esperimenti hanno mostrato che le crisi epilettiche possono essere associate a un particolare profilo odoroso che i cani riescono a distinguere.

Questo non significa, però, che un cane possa “diagnosticare” una malattia semplicemente annusando il proprio padrone. Una revisione sistematica degli studi sulla cosiddetta diagnosi attraverso l’olfatto animale ha evidenziato risultati molto variabili e una qualità delle prove ancora insufficiente per utilizzare questa capacità nella pratica clinica.

E il mistero degli animali che sembrano sapere che qualcuno sta per morire?


Qui entriamo nel territorio più affascinante, ma anche più difficile da dimostrare scientificamente.

Sono diventati celebri i racconti di animali che, nei giorni precedenti alla morte di una persona, diventano particolarmente affettuosi, si avvicinano al letto, annusano continuamente il malato oppure sembrano non volerlo lasciare. Alcuni episodi sono stati raccontati anche nelle strutture per anziani e negli hospice.

Ma che cosa potrebbe esserci dietro?

Una possibile spiegazione è ancora una volta l’olfatto. Quando il metabolismo cambia, quando una persona assume determinati farmaci o quando una malattia provoca modificazioni fisiologiche importanti, possono cambiare anche le sostanze presenti nel respiro, nel sudore e sulla pelle. Un animale potrebbe quindi percepire cambiamenti che noi non siamo in grado di sentire.

C’è poi un’altra possibilità: gli animali osservano continuamente il nostro comportamento. Un cane o un gatto può accorgersi di variazioni nella respirazione, nei movimenti, nella temperatura corporea, nella voce, nell’attività quotidiana e persino nell’umore del proprio compagno umano.

Questo potrebbe spiegare alcuni comportamenti apparentemente “premonitori” senza chiamare in causa capacità paranormali.

Il caso più difficile da interpretare è quello degli animali che sembrano riconoscere una malattia prima ancora che venga diagnosticata. Anche in questo campo esistono risultati scientifici interessanti: una revisione della letteratura ha raccolto decine di studi nei quali cani e altri animali hanno riconosciuto odori associati a diversi tumori. Tuttavia, gli stessi ricercatori sottolineano che i risultati non sono ancora sufficienti per trasformare questa capacità in uno strumento diagnostico affidabile.

Dunque, gli animali possono davvero “sentire” qualcosa che noi non sentiamo? Sì, in alcuni casi è scientificamente plausibile e documentato. Possono prevedere la morte? Questo, invece, non è stato dimostrato.

Ed è forse proprio questa la parte più affascinante: non serve attribuire agli animali poteri misteriosi per riconoscere che percepiscono il nostro corpo e i nostri cambiamenti in un modo che noi, esseri umani, spesso non siamo nemmeno capaci di immaginare.

Forse quando un cane non vuole lasciare il fianco del suo padrone o quando un gatto improvvisamente cambia atteggiamento non sta “vedendo il futuro”. Potrebbe semplicemente accorgersi, prima di noi, che qualcosa è cambiato.

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