Un cane che gioca con un gatto, una scimmia che accudisce un piccolo di un’altra specie, un animale selvatico che cerca la compagnia di un essere molto diverso da lui. Sono immagini che ci fanno immediatamente pensare all’amicizia, perché riconosciamo in quei comportamenti qualcosa di familiare: stare insieme, giocare, cercarsi, proteggersi. Ma gli animali possono davvero diventare amici oltre i confini della propria specie?
La risposta della scienza è più interessante di un semplice sì o no. I rapporti sociali tra specie differenti sono infatti molto più diffusi di quanto si pensasse. Una revisione scientifica ha individuato ben 203 combinazioni di specie e contesti nei quali animali appartenenti a specie diverse mostrano forme di socialità, dalla condivisione dello spazio alla ricerca reciproca, fino alla cooperazione.
Quando due animali diversi decidono di stare insieme
Non sempre, naturalmente, si tratta di “amicizia” nel senso umano del termine. Un animale può avvicinarsi a un’altra specie perché trova un vantaggio: maggiore protezione dai predatori, una fonte di informazioni, più possibilità di trovare cibo oppure semplicemente condizioni migliori per riposarsi o spostarsi.
Eppure esistono situazioni nelle quali il comportamento sembra andare oltre il semplice interesse immediato. Particolarmente curioso è il gioco. Una revisione del 2023 ha raccolto oltre 200 casi di gioco sociale tra animali di specie diverse, osservati sia in natura sia in condizioni di cattività. Sono stati documentati comportamenti di questo tipo tra primati, carnivori, mammiferi marini, uccelli, rettili e ungulati.
Il gioco è importante perché richiede che i partecipanti riescano a leggere e interpretare i segnali dell’altro. Non basta trovarsi nello stesso luogo: bisogna capire che un determinato movimento non è un attacco, ma un invito all’interazione. Ed è proprio questo uno degli aspetti che rende queste relazioni tanto affascinanti.
Non è solo una questione di simpatia
La scienza invita però alla prudenza prima di trasformare ogni coppia di animali in una storia romantica di “amicizia”. Per capire realmente cosa lega due individui appartenenti a specie differenti bisognerebbe osservare la durata della relazione, chi cerca chi, quali comportamenti vengono scambiati e quali vantaggi ottengono entrambi.
Nel 2026 una revisione dedicata ai comportamenti sociali tra primati e altre specie ha raccolto 427 casi, comprendenti 88 specie di primati e 127 specie non appartenenti ai primati. Tra le interazioni più frequenti sono comparsi il gioco e il grooming, cioè comportamenti di cura e pulizia reciproca.
È dunque possibile che, almeno in alcuni casi, dietro quelle immagini che noi interpretiamo come “amicizia” ci sia qualcosa di realmente simile a un legame sociale. Non sappiamo però se un cane consideri un gatto un “amico” come lo intendiamo noi, perché attribuire agli animali emozioni e categorie umane è sempre rischioso.
Quello che sappiamo è che il confine tra “noi” e “gli altri” nel mondo animale non è così rigido come potremmo immaginare. Alcuni animali imparano a riconoscere i segnali di specie completamente diverse, giocano con loro, cercano la loro presenza e, in determinate circostanze, possono persino cooperare.
Forse, allora, la domanda più interessante non è se gli animali possano diventare amici di specie diverse. È capire quanto sia grande il mondo delle relazioni sociali che ancora non siamo riusciti a decifrare.