Il gatto ha una doppia vita? Quando il nostro micio ha un’altra famiglia

Esce di casa e qualcuno comincia a chiamarlo “il mio gatto”

Succede più spesso di quanto si immagini. Un gatto vive regolarmente in una casa, ha la sua ciotola, la sua cuccia e una famiglia che lo considera a tutti gli effetti parte del nucleo domestico. Poi, però, comincia a trascorrere sempre più tempo fuori. E un giorno il proprietario scopre una cosa sorprendente: qualcuno del vicinato lo accudisce, gli dà da mangiare e magari è persino convinto che sia il proprio animale.

Non è necessariamente un caso di gatto smarrito. Alcuni gatti conducono davvero una sorta di doppia vita, soprattutto quando hanno la possibilità di uscire liberamente e trovano nelle vicinanze altre persone disposte ad accoglierli.

Il fenomeno ha anche una spiegazione comportamentale. I gatti che vivono all’aperto possono adattare molto flessibilmente i loro rapporti con l’ambiente e con gli esseri umani. Una revisione scientifica sul comportamento dei gatti liberi di muoversi ha evidenziato come possano vivere sia in modo relativamente solitario sia all’interno di gruppi e come la disponibilità di cibo e il livello di cura da parte delle persone influenzino significativamente le loro interazioni.

In altre parole, il gatto non ragiona necessariamente secondo la nostra idea di appartenenza. Se una seconda persona gli offre cibo, attenzioni e un luogo tranquillo dove riposare, può decidere semplicemente di frequentare anche quel posto.

Non significa che abbia “scelto” una nuova famiglia


La situazione può diventare molto più complicata quando entrambe le famiglie pensano di essere quella “vera”.

Il gatto potrebbe trascorrere la notte nella propria casa, uscire al mattino, andare dal vicino per mangiare e tornare nel pomeriggio. Oppure potrebbe avere più punti di riferimento: una casa dove dorme, un’altra dove viene nutrito e magari una terza dove trova semplicemente qualcuno disposto a fargli le coccole.

Non significa però che il gatto abbia necessariamente abbandonato il proprio proprietario. Gli studi sul comportamento dei gatti liberi mostrano infatti una grande flessibilità nei rapporti sociali: alcuni sviluppano legami molto forti con determinati individui, mentre altri mantengono relazioni più deboli e variabili. Anche la disponibilità di cibo può modificare il modo in cui gli animali utilizzano lo spazio e interagiscono tra loro.

E proprio il cibo può essere il vero “segreto” della doppia vita.

Un gatto ben nutrito a casa potrebbe continuare ad accettare volentieri una seconda cena altrove. In uno studio condotto su gatti liberi di muoversi, la distribuzione del cibo è risultata associata ai loro comportamenti sociali e alla vicinanza tra gli animali.

Il problema nasce quando il secondo umano non sa che il gatto appartiene già a qualcuno. Può pensare di aver trovato un animale abbandonato e iniziare ad accudirlo regolarmente. In altri casi può addirittura convincersi che sia il proprio gatto perché l’animale trascorre con lui molte ore.

È una situazione che può creare veri drammi per la famiglia originaria. Un gatto che improvvisamente passa sempre più tempo fuori potrebbe infatti essere semplicemente attirato da una fonte alternativa di cibo o attenzioni.

Per questo, quando un gatto con proprietario frequenta abitualmente altre case, la soluzione migliore non è trasformare la situazione in una gara tra “famiglie”. È importante cercare di capire dove viva realmente l’animale, verificare che non sia ferito o malato e, soprattutto, comunicare con le persone che lo stanno accudendo.

Il gatto, probabilmente, non sta tradendo nessuno. Sta semplicemente facendo il gatto. E forse la vera sorpresa è scoprire che, mentre noi pensiamo di aver adottato lui, potrebbe essere stato lui ad aver adottato più di una famiglia.

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