Gli animali che usano il sedere per respirare
Uno degli esempi più famosi riguarda alcune tartarughe d’acqua dolce. Durante l’inverno, quando i laghi e gli stagni diventano molto freddi, queste tartarughe possono rimanere immerse per lunghi periodi. Non possono salire continuamente in superficie per respirare e, in alcune situazioni, l’acqua può contenere quantità molto basse di ossigeno.
La soluzione è sorprendente: alcune specie possono assorbire ossigeno attraverso strutture altamente vascolarizzate situate nella regione cloacale. La cloaca è una cavità utilizzata per diverse funzioni fisiologiche. In determinate tartarughe acquatiche, la sua superficie può funzionare anche come una sorta di “branchia alternativa”.
L’acqua entra nella cavità e l’ossigeno passa attraverso i tessuti fino a raggiungere il sangue.
Non è proprio respirare come facciamo noi
Naturalmente non significa che questi animali possano vivere per sempre senza utilizzare i polmoni.
L’assorbimento di ossigeno attraverso la regione cloacale è generalmente una strategia complementare e diventa particolarmente importante quando l’animale è sott’acqua per molto tempo. In alcune specie, però, questa capacità può essere fondamentale durante periodi estremi. È un perfetto esempio di come l’evoluzione possa modificare l’utilizzo di una parte del corpo per rispondere a una necessità vitale.
Il caso della tartaruga del fiume Fitzroy
Tra gli esempi più spettacolari c’è la tartaruga del fiume Fitzroy, originaria dell’Australia. Questa specie trascorre gran parte della propria vita in acqua e possiede una particolare capacità di respirazione cloacale. La struttura coinvolta è estremamente vascolarizzata e permette di estrarre ossigeno dall’acqua. In pratica, mentre resta immersa, la tartaruga può continuare a ottenere una parte dell’ossigeno necessario senza dover necessariamente raggiungere la superficie.
