Gli animali che “parlano” con gli umani: dalle zampe ai pulsanti

Cani e gatti che comunicano con tastiere e dispositivi vocali: quanto c’è di vero nei fenomeni diventati virali

Negli ultimi anni sui social sono diventati virali video di cani e gatti apparentemente capaci di “parlare” con i propri umani grazie a pulsanti vocali, tappetini sonori e tastiere. Animali che premono un pulsante con scritto “cibo”, “gioco”, “fuori”, “mamma” o persino parole legate alle emozioni, dando l’impressione di costruire vere frasi.

Ma questi animali stanno davvero imparando il linguaggio umano? Oppure stanno semplicemente associando dei segnali a determinate azioni? La risposta degli esperti è più complessa: non possiamo dire che cani e gatti utilizzino il linguaggio come facciamo noi, ma è ormai dimostrato che possiedono straordinarie capacità di apprendimento e comunicazione.

I pulsanti vocali: come funziona il metodo

I dispositivi più famosi sono piccoli pulsanti programmabili che riproducono una parola registrata quando vengono premuti con la zampa o il muso.

L’addestramento avviene attraverso l’associazione tra il suono e un’esperienza concreta. Ad esempio, se ogni volta che il cane preme il pulsante “passeggiata” viene portato fuori, nel tempo può imparare che quel segnale è collegato a quell’attività.

Il meccanismo è simile a quello utilizzato nell’addestramento tradizionale: l’animale impara che un determinato comportamento produce un risultato. La parte più interessante riguarda però il livello di comprensione. Alcuni animali sembrano combinare più pulsanti, creando sequenze come “voglio gioco” o “voglio uscire ora”. Gli studiosi stanno cercando di capire se queste combinazioni siano vere forme di comunicazione intenzionale oppure associazioni apprese molto sofisticate.

I cani: grandi osservatori del comportamento umano

I cani sono particolarmente abili nel comprendere i segnali delle persone. Nel corso della domesticazione hanno sviluppato una capacità eccezionale di interpretare gesti, tono della voce, espressioni del volto e abitudini quotidiane.

Molti cani imparano rapidamente il significato di parole come “pappa”, “passeggiata” o “gioco”, anche senza utilizzare strumenti.

Alcuni esemplari particolarmente intelligenti riescono a riconoscere decine o addirittura centinaia di parole. Questo non significa però che comprendano il linguaggio umano nello stesso modo in cui lo fa una persona: spesso collegano il suono a un oggetto, un’azione o una situazione.

Anche i gatti comunicano, ma a modo loro


I gatti sono animali meno inclini a collaborare con l’uomo secondo schemi di addestramento, ma non per questo meno intelligenti.

Molti gatti imparano a usare campanelli per chiedere di uscire, a indicare ciotole vuote o a richiamare l’attenzione del proprietario con comportamenti precisi. Il loro sistema comunicativo è molto più sottile: utilizzano soprattutto postura, sguardo, movimenti della coda, vocalizzi e abitudini ripetute.

Un gatto che miagola davanti alla porta o tocca un oggetto specifico per ottenere qualcosa sta già utilizzando una forma di comunicazione basata sull’apprendimento.

Cosa dice la scienza?

Gli studiosi sono molto interessati a questi fenomeni perché possono aiutare a comprendere meglio l’intelligenza animale. Alcune ricerche stanno analizzando il modo in cui gli animali imparano simboli e segnali artificiali.

Tuttavia, gli esperti invitano alla prudenza nell’interpretare i video sui social. Un animale può imparare a usare un pulsante senza necessariamente attribuire alla parola lo stesso significato complesso che avrebbe per un essere umano.

Ad esempio, premere “amore” potrebbe significare semplicemente che il cane ha imparato che quel pulsante porta a coccole e attenzioni, non necessariamente che abbia elaborato un concetto astratto dell’amore.

Una nuova forma di dialogo tra uomo e animale

Al di là delle interpretazioni scientifiche, questi strumenti hanno comunque un valore importante: permettono agli animali di esprimere bisogni e preferenze in modo più chiaro. Per un cane anziano, un animale con difficoltà motorie o un soggetto particolarmente sensibile, trovare nuovi modi per comunicare può migliorare il rapporto con la famiglia. Gli animali probabilmente non “parlano” come gli esseri umani, ma dimostrano ogni giorno di avere capacità cognitive molto più avanzate di quanto si pensasse in passato. La vera sorpresa non è che imparino qualche parola: è scoprire quanto siano capaci di comprenderci, osservare il nostro mondo e trovare nuovi modi per entrare in relazione con noi.

Redazione: