Gli animali fanno politica? Alleanze, gerarchie e giochi di potere nel mondo animale

Coalizioni, alleanze, rivalità, gerarchie e persino “tradimenti”. Nel mondo animale esistono comportamenti che, osservati con occhi umani, ricordano sorprendentemente quelli della politica. Gli animali non organizzano elezioni e non tengono comizi, naturalmente, ma molte specie hanno sviluppato sofisticate strategie sociali per conquistare una posizione, difenderla o allearsi con altri individui.

Dietro un’apparente lotta per il cibo o per il territorio può quindi nascondersi qualcosa di molto più complesso: una vera e propria rete di relazioni sociali.

Le scimmie sono maestre nelle alleanze

Tra gli animali più interessanti da questo punto di vista ci sono i primati. In molte specie la posizione che un individuo occupa all’interno del gruppo non dipende soltanto dalla forza fisica.

Un maschio può essere più forte di un rivale e tuttavia perdere il proprio status se altri membri del gruppo smettono di sostenerlo. Le alleanze possono infatti essere determinanti.

Alcune scimmie stringono rapporti di collaborazione, si aiutano durante i conflitti e possono sostenere un determinato individuo contro un altro. Le relazioni sociali diventano così una sorta di “capitale” che può essere utilizzato per aumentare il proprio potere all’interno del gruppo.

Il potere non appartiene sempre al più forte

Uno degli aspetti più sorprendenti è proprio questo: essere fisicamente dominante non significa necessariamente controllare tutto.

In diverse società animali, il successo dipende dalla capacità di costruire rapporti. Un individuo che possiede molti alleati può riuscire a mantenere una posizione elevata anche senza essere il più forte.

È un meccanismo che gli studiosi osservano soprattutto nei primati, ma dinamiche sociali complesse esistono anche in altre specie.

Le iene hanno una società guidata dalle femmine


Le iene maculate rappresentano uno degli esempi più affascinanti. Vivono in gruppi numerosi e organizzati secondo una rigida gerarchia.

In questa società sono le femmine a occupare le posizioni dominanti. Il rango sociale di una femmina può influenzare l’accesso al cibo e alle risorse e, in determinate circostanze, anche quello della sua prole.

Non basta quindi essere aggressivi: anche le relazioni familiari e sociali contribuiscono a determinare il posto che ciascun individuo occupa nel gruppo.

I delfini formano vere coalizioni

Anche i delfini sono protagonisti di comportamenti sociali estremamente sofisticati. I maschi di alcune popolazioni possono formare alleanze con altri maschi, collaborando per difendere una femmina o per competere con gruppi rivali.

Queste coalizioni possono durare anni e coinvolgere individui che si aiutano reciprocamente in situazioni diverse.

È un esempio straordinario di cooperazione: il vantaggio del singolo dipende anche dalla capacità di mantenere rapporti con gli altri.

Gli elefanti e il potere dell’esperienza

Negli elefanti il concetto di gerarchia assume caratteristiche differenti. Le società degli elefanti sono organizzate principalmente attorno a gruppi matriarcali, nei quali una femmina adulta esperta può assumere un ruolo fondamentale.

La matriarca non deve necessariamente essere la più aggressiva. La sua importanza è legata soprattutto all’esperienza, alla memoria e alla capacità di prendere decisioni utili al gruppo.

Può ricordare dove trovare acqua e cibo, riconoscere potenziali pericoli e guidare il branco attraverso territori già conosciuti.

In questo caso il “potere” deriva quindi soprattutto dalla conoscenza.

Anche i corvi hanno una vita sociale complicata

Le dinamiche di potere non sono una prerogativa dei mammiferi. Corvi e altri corvidi possiedono capacità cognitive sorprendenti e vivono spesso in società caratterizzate da rapporti complessi.

Possono riconoscere singoli individui, ricordare interazioni precedenti e modificare il proprio comportamento sulla base delle esperienze passate.

Questo significa che un conflitto non è necessariamente dimenticato dopo pochi minuti: le relazioni costruite nel tempo possono influenzare il comportamento futuro.

Quando un’alleanza cambia gli equilibri

Uno degli elementi più interessanti osservati dagli etologi è che le alleanze possono modificare gli equilibri di un gruppo.

Un individuo può aiutare un altro durante uno scontro e ricevere successivamente un vantaggio. In altri casi due animali possono collaborare contro un terzo, anche se normalmente competono tra loro.

Non si tratta di “amicizia” nel senso umano del termine. Sono comportamenti che possono avere una funzione evolutiva: collaborare può aumentare le possibilità di ottenere risorse, protezione o opportunità riproduttive.

Esistono anche inganni e strategie


La parte forse più sorprendente riguarda l’inganno. Alcuni animali sembrano essere capaci di modificare il proprio comportamento proprio per influenzare quello degli altri.

Un individuo può nascondere una risorsa, approfittare della distrazione di un rivale o sfruttare una relazione sociale per ottenere un vantaggio.

Gli studiosi sono però molto cauti nell’utilizzare parole come “strategia politica”, perché rischiano di far sembrare il comportamento animale troppo simile a quello umano. È più corretto parlare di complesse strategie sociali, nate dall’evoluzione e dall’esigenza di vivere in gruppi organizzati.

Una politica senza partiti

La definizione di “politica animale” è quindi una metafora, ma dietro la metafora c’è un fenomeno scientificamente molto interessante.

In numerose specie la vita sociale richiede infatti capacità sofisticate: riconoscere gli individui, ricordare i rapporti precedenti, scegliere con chi collaborare, capire quando evitare un conflitto e sfruttare le opportunità offerte dal gruppo.

Non esistono partiti, programmi elettorali o urne. Ma esistono alleanze, gerarchie, interessi e rapporti di forza.

E forse è proprio questo l’aspetto più curioso: osservando una società di scimmie, di delfini o di elefanti, ci si rende conto che la capacità di vivere insieme non è affatto una caratteristica esclusivamente umana. Nel regno animale, conquistare e mantenere una posizione all’interno del gruppo può essere una questione molto più complessa di una semplice prova di forza.

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