Nel mondo animale, procurarsi il cibo non significa soltanto cacciare, pescare o cercare frutti e semi. A volte la strategia migliore è molto più semplice: prendere quello che qualcun altro ha già trovato. E così, tra gli animali, esistono veri e propri ladri capaci di rubare il cibo ai propri simili, ingannare i rivali e persino fingere di nascondere una riserva per depistare chi li sta osservando.
Non si tratta soltanto di comportamenti casuali. In alcune specie il furto alimentare richiede memoria, capacità di osservazione, rapidità e una sorprendente abilità nel prevedere le mosse degli altri.
I corvi: ladri intelligenti che sanno anche depistare
Tra gli animali più abili nel furto ci sono i corvidi, un gruppo che comprende corvi, cornacchie, gazze e ghiandaie.
Questi uccelli sono capaci di osservare attentamente il comportamento dei propri simili. Quando un corvo trova del cibo e teme che un altro animale possa sottrarglielo, può cercare di nasconderlo in un luogo sicuro.
Ma c’è un dettaglio ancora più sorprendente: se si accorge di essere osservato, può modificare la propria strategia. Può fingere di nascondere il cibo in un determinato punto per poi recuperarlo e spostarlo altrove quando non viene più controllato.
È una forma di comportamento che ha attirato molto l’attenzione degli studiosi perché suggerisce una notevole capacità di tenere conto di ciò che un altro individuo potrebbe aver visto.
Le ghiandaie che ricordano dove hanno nascosto il cibo
Le ghiandaie hanno sviluppato una strategia ancora più sofisticata. Alcune specie accumulano numerose riserve di cibo in luoghi differenti e devono successivamente ricordare dove le hanno nascoste.
Questa capacità è fondamentale soprattutto quando il cibo scarseggia. L’uccello può infatti recuperare le proprie provviste anche molto tempo dopo averle nascoste.
Ma il problema non è soltanto ricordare il nascondiglio. È anche impedire che qualcun altro lo scopra.
Quando una ghiandaia viene osservata mentre nasconde il cibo, può successivamente tornare sul posto e spostare la riserva. In questo modo cerca di ridurre la possibilità che un rivale possa appropriarsene.
Le scimmie e l’arte della distrazione
Anche tra i primati il furto di cibo può diventare una vera strategia.
Alcune scimmie osservano ciò che fanno gli altri membri del gruppo e possono approfittare di un momento di distrazione per impossessarsi di un alimento. In determinate situazioni, però, il comportamento è ancora più complesso: un individuo può cercare di nascondere ciò che sta facendo o sfruttare la confusione del gruppo.
La vita sociale dei primati rende particolarmente importante sapere chi possiede un determinato alimento, chi potrebbe reagire aggressivamente e chi invece può essere facilmente ingannato.
Il furto, quindi, non riguarda soltanto il cibo: riguarda anche i rapporti sociali.
Le fregate: pirati del cielo
Non tutti i ladri di cibo hanno bisogno di avvicinarsi furtivamente a una dispensa. Alcuni lo fanno direttamente in volo.
Le fregate, grandi uccelli marini, sono famose per un comportamento chiamato cleptoparassitismo: invece di procurarsi sempre autonomamente il cibo, possono inseguire altri uccelli marini e costringerli a lasciare la preda appena catturata.
La fregata può inseguire la vittima, afferrarla o disturbarla fino a farle perdere il cibo. A quel punto raccoglie rapidamente la preda prima che finisca in mare.
È una strategia energeticamente conveniente: perché affrontare una lunga battuta di pesca quando qualcun altro ha già fatto il lavoro?
Anche i leoni possono rubare
Il furto non è una prerogativa degli animali piccoli. Anche i grandi predatori possono approfittare del lavoro altrui.
I leoni, per esempio, possono sottrarre prede ad altri predatori, comprese le iene. Quando un gruppo di leoni arriva sul luogo di una cattura, la differenza di forza può consentire loro di impossessarsi della carcassa.
Ma anche le iene non sono semplicemente vittime. In determinate circostanze possono a loro volta sottrarre il cibo ad altri predatori.
La savana diventa così una sorta di mercato dove una preda può cambiare proprietario più volte.
Il polpo che porta con sé la propria “armatura”
Tra gli esempi più sorprendenti di comportamento intelligente c’è quello del polpo venato, noto per utilizzare conchiglie e altri oggetti come rifugio temporaneo.
In questo caso non si tratta propriamente di un furto alimentare, ma di un comportamento che mostra quanto alcuni animali sappiano utilizzare l’ambiente a proprio vantaggio.
Il polpo può trasportare oggetti e utilizzarli successivamente quando ne ha bisogno. È uno dei tanti esempi che dimostrano come, nel mondo animale, l’intelligenza non significhi necessariamente costruire strumenti complessi: può anche voler dire capire rapidamente come sfruttare ciò che si ha a disposizione.
Rubare può essere meno rischioso che cacciare
Perché un animale dovrebbe rischiare di rubare il cibo invece di procurarselo da solo? La risposta è soprattutto energetica. La caccia richiede tempo, movimento e può comportare il rischio di ferirsi. Se esiste la possibilità di ottenere lo stesso alimento spendendo meno energia, il furto può diventare una strategia vantaggiosa.
Naturalmente non è privo di rischi: il proprietario della preda può reagire, e il tentativo di rubare può trasformarsi in una lotta.
Per questo molte specie hanno sviluppato strategie diverse: osservare da lontano, aspettare il momento giusto, distrarre il rivale, nascondere meglio le proprie riserve oppure semplicemente sfruttare la forza del gruppo.
Il vero trucco è non farsi scoprire
La cosa forse più sorprendente è che, in alcune specie, il furto sembra aver favorito l’evoluzione di comportamenti legati all’inganno.
Un animale che sa che un rivale lo sta osservando deve infatti comportarsi diversamente da quando è solo. Nascondere una riserva, fingere di nascondere qualcosa, aspettare che l’altro si allontani o spostare successivamente il cibo sono tutte strategie che richiedono una notevole capacità di adattamento.
È proprio questo a rendere il comportamento alimentare degli animali così affascinante: dietro quello che a noi sembra semplicemente un “furto” può esserci una complessa combinazione di memoria, esperienza, osservazione e capacità di prevedere il comportamento degli altri.
Nel regno animale, insomma, non sempre vince chi trova il cibo per primo. A volte vince chi riesce a far credere agli altri di non averlo trovato affatto.