Givaldo Santos, leader Kaiowá e Guarani, ucciso il 1 maggio a 40 anni.

Givaldo Santos: una vita dedicata alla comunità Kaiowá e Guarani

Il 1 maggio, Givaldo Santos, vice-capo della comunità Kaiowá e Guarani di Taquaperi, è stato tragicamente ucciso all’interno della Riserva di Taquaperi. La sua morte è avvenuta in un contesto di conflitti territoriali protratti nel tempo, sovraffollamento nella riserva e recenti operazioni di polizia legate a territori contesi. Santos stava cercando giustizia dopo un tragico incidente stradale sulla stessa autostrada, che aveva portato alla morte di due persone indigene, tra cui un ragazzo di 12 anni. Lascia moglie, cinque figli e una comunità in cerca di risposte.

La MS-289 attraversa la Riserva di Taquaperi nel sud del Mato Grosso do Sul, collegando Coronel Sapucaia e Amambai. Per i Kaiowá e i Guarani, questa strada rappresenta non solo un mezzo di trasporto, ma anche il simbolo dei conflitti per la terra che li accompagnano da generazioni. La strada attraversa un territorio dove migliaia di persone indigene vivono ammassate in una riserva creata quasi un secolo fa, mentre molte delle loro terre tradizionali rimangono al di fuori dei suoi confini.


Le conseguenze della violenza sulle comunità indigene

La violenza ha sempre accompagnato questi conflitti. Negli ultimi due decenni, le comunità Kaiowá e Guarani hanno dovuto affrontare omicidi, minacce, sfratti e scontri ripetuti legati agli sforzi di recuperare territori ancestrali. Questi conflitti hanno coinvolto generazioni di leader, funzionari, allevatori e giudici. Givaldo Santos era uno di questi leader.

La sera del 1 maggio, Givaldo stava aspettando suo fratello presso una fermata dell’autobus nel cuore della Riserva di Taquaperi. Secondo i testimoni, due uomini armati sono giunti in motocicletta e hanno aperto il fuoco. Colpito più volte, Givaldo non è riuscito a ricevere soccorso e ha perso la vita, a soli 40 anni, lasciando moglie e cinque figli.


Santos ricopriva il ruolo di vice-capo della comunità Kaiowá e Guarani di Taquaperi. Chi lo conosceva ha faticato a spiegare l’attacco, evidenziando che non aveva nemici conosciuti e non aveva mai segnalato minacce. Il modo in cui è avvenuto l’omicidio ha suscitato sospetti di esecuzione all’interno della comunità. Le indagini sono ancora in corso.

Le responsabilità di Santos includevano rappresentare le famiglie di fronte alle autorità, aiutare a organizzare risposte comunitarie a dispute e incidenti e lavorare su questioni riguardanti la riserva. In luoghi dove i conflitti territoriali rimangono irrisolti, tali doveri possono mettere i leader al centro di tensioni che non hanno creato loro.


Nelle settimane precedenti alla sua morte, Santos era impegnato nella richiesta di giustizia per un’altra tragedia. Un incidente avvenuto sulla stessa autostrada aveva causato la morte di due persone indigene e gravi ferite ad altri. I membri della comunità hanno messo in discussione la gestione delle indagini, chiedendo un maggiore controllo da parte delle autorità federali. Secondo le organizzazioni indigene, Givaldo aveva mobilitato reclami riguardanti il caso.

Il suo omicidio è avvenuto in un periodo di tensioni elevate. Solo pochi giorni prima, operazioni di polizia avevano rimosso occupanti indigeni da terreni rivendicati come parte del territorio più ampio di Iguatemipeguá II. I leader della comunità hanno denunciato episodi di violenza durante queste rimozioni. Quando la notizia dell’omicidio di Santos si è diffusa, i residenti Kaiowá e Guarani hanno bloccato l’autostrada in segno di protesta.


La Riserva di Taquaperi rappresenta una storia più lunga. Creata nel 1928 con circa 2.000 ettari, ora ospita circa 5.000 residenti, secondo le stime della comunità. I leader indigeni descrivono un sovraffollamento cronico e perduranti dispute su terre che un tempo formavano un territorio molto più ampio.

Questi conflitti sono spesso documentati attraverso cause legali, studi di demarcazione e decisioni governative, ma si vivono anche in modi più immediati. Le famiglie attendono le indagini, le comunità si riuniscono dopo i decessi e i leader impiegano anni a perseguire reclami, petizioni e incontri i cui risultati rimangono incerti.


Il 2 maggio, il corpo di Santos è stato restituito a Taquaperi, dove i compaesani si sono riuniti per i riti funebri e per dare un ultimo saluto. È stato sepolto tra persone che lo conoscevano come marito, padre, vicino e leader. Le circostanze della sua morte rimangono ambigue e il lavoro che ha occupato gran parte della sua vita è ancora in attesa di essere completato.

Fonti ufficiali: Cimi (Consiglio Indigenista Missionario), Mongabay.

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Luigi Salemi: