Ghana istituisce la prima riserva marina per proteggere gli oceani e garantire un futuro sostenibile.

Ghana dichiara la sua prima area marina protetta

Il mese scorso, il Ghana ha fatto notizia dichiarando la sua prima riserva marina. Questa riserva si trova in una delle aree marine più significative dal punto di vista ecologico e biologico del paese. Il ministro per la pesca e l’acquacoltura del Ghana ha spiegato in un recente commento che la riserva di Greater Cape Three Points aiuterà a ripristinare gli ecosistemi marini e a proteggere i mezzi di sussistenza di 21 comunità costiere, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo di conservazione nazionale del 30×30, in vista della Our Ocean Conference che si terrà il mese prossimo in Kenya.

“Invitiamo i governi di tutto il mondo a seguire l’esempio del Ghana per proteggere maggiormente i nostri oceani, investire nella gestione efficace e garantire che le comunità siano al centro di questi sforzi”, scrive il ministro.


La sfida di nutrire il futuro attraverso la conservazione

L’alimentazione del futuro è una sfida critica del nostro tempo. Spesso ci si concentra sulla terra, dimenticando che l’oceano è già una fonte vitale di nutrizione per miliardi di persone. Questa trascuratezza ha un costo alto. Gli oceani sono sotto crescente pressione, con una stima del 60% degli ecosistemi marini già degradati o utilizzati in modo non sostenibile. Questa situazione non può continuare.

Il 14 aprile, il Ghana ha ufficialmente dichiarato l’Area Marina Protetta di Greater Cape Three Points, la prima area marina protetta formalmente designata nel paese. Coprendo 703,86 chilometri quadrati (quasi 272 miglia quadrate) di acque costiere nella regione occidentale, questo passo storica contribuirà a ripristinare preziosi ecosistemi marini e proteggere i mezzi di sussistenza di 21 comunità costiere. È un elemento chiave della visione del Ghana per un “futuro blu”, in cui l’oceano supporta un’economia diversificata e sostenibile.

Questa è anche una pietra miliare nel contributo del Ghana all’obiettivo globale di proteggere almeno il 30% dell’oceano entro il 2030 (30×30). Con solo il 10% degli oceani attualmente designati per la protezione — e una parte molto minore che è effettivamente protetta — è urgente intensificare le azioni a livello mondiale. Il Ghana è orgoglioso di fare un passo avanti e invitiamo altri paesi a fare lo stesso.



Il Greater Cape Three Points è uno degli ambienti marini più significativi del Ghana. Le sue acque ricche di nutrienti ospitano zone di riproduzione e nursery critiche per specie ittiche come sardinella, acciuga e sgombro, rendendo l’area essenziale per il rifornimento delle risorse ittiche. Nel frattempo, le zone umide costiere e le mangrovie svolgono un duplice ruolo, proteggendo le coste e fornendo habitat essenziali per la vita marina.

Questi ecosistemi sono fondamentali per la vita lungo la costa del Ghana e per la popolazione del paese nel suo complesso, con il 60% dei ghanesi che dipendono dall’oceano per il cibo e il reddito. La salute dell’oceano è strettamente legata alla nostra stabilità economica e al benessere nazionale, oltre a essere parte del nostro patrimonio culturale.

Negli ultimi anni, l’eccessivo sfruttamento, le pratiche illegali, l’inquinamento e gli effetti crescenti dei cambiamenti climatici hanno degradato significativamente gli ecosistemi costieri del Ghana. La sardinella, un tempo pesce abbondante sulle coste ghanesi, ha subito un calo del 71,5% nella cattura negli ultimi due decenni. Ciò che una volta era un alimento economico e nutriente è diventato una risorsa scarsa, influenzando pesantemente le comunità che vivono grazie alla lavorazione e al commercio del pesce.



La scarsa disponibilità di pesce ha importanti implicazioni anche per l’uguaglianza di genere nel nostro paese, poiché le donne costituiscono la maggior parte dei processori di pesce. Questi effetti a catena sottolineano il valore reale dei nostri ambienti marini, che sono al centro di feedback sociali, economici, ambientali e culturali interconnessi, senza i quali la nostra società non potrebbe funzionare. In breve, se l’oceano non prospera, nemmeno noi possiamo farlo.

Per questo motivo, il Ghana sta facendo un impegno nazionale audace per la governance sostenibile degli oceani. La designazione della nostra prima Area Marina Protetta rappresenta un cambiamento da uno sfruttamento a breve termine a una gestione a lungo termine. Fa parte di una strategia nazionale più ampia per ricostruire il nostro settore della pesca, insieme a misure come chiusure stagionali della pesca e moratorie sui permessi di pesca.

Tuttavia, la sola designazione non è sufficiente. La protezione deve essere reale, efficace e applicata. La nuova designazione introduce un sistema di zonazione: le zone core saranno completamente protette per consentire il recupero delle popolazioni ittiche in aree altamente sensibili, mentre le zone a uso multiplo sosterranno la pesca regolamentata e le attività comunitarie, supportate da un’implementazione più rigorosa per combattere la pesca illegale e monitoraggio scientifico continuo.



Un aspetto altrettanto importante è il ruolo delle comunità costiere. Queste comunità sono state attivamente coinvolte nella progettazione della MPA e la co-gestiranno insieme al governo e ai partner. Ciò assicura che la protezione sia non solo efficace, ma anche equa e guidata localmente.

Ci aspettiamo che nel tempo gli impatti positivi si accumulino. Con il recupero delle popolazioni ittiche, le catture dovrebbero diventare più stabili e sostenibili: i pescatori, i processori e i commercianti vedranno aumentare i redditi, la sicurezza alimentare si rafforzerà e emergeranno nuove opportunità come l’ecoturismo, supportato dalla rinascita della biodiversità nell’area.

Dichiarando questa MPA, il nostro governo spera di dare il buon esempio, mostrando ad altri paesi come una gestione efficace degli ecosistemi marini possa sbloccare reali benefici per le persone, le economie e la natura. Siamo orgogliosi del nostro impegno per la conservazione degli oceani, ma nessun paese può affrontare questa sfida da solo.

In giugno, i leader globali si riuniranno in Kenya per la Our Ocean Conference, segnando la prima volta che si terrà nel continente africano. Con meno di cinque anni a disposizione, questo sarà un momento cruciale nel nostro cammino collettivo verso il raggiungimento dell’obiettivo globale di proteggere almeno il 30% dell’oceano del pianeta.

Invitiamo i governi di tutto il mondo a seguire l’esempio del Ghana per proteggere ulteriormente i nostri oceani, investire in una gestione efficace e garantire che le comunità siano al centro di questi sforzi.

Proteggendo l’oceano, proteggiamo i nostri sistemi alimentari, le nostre economie e il nostro futuro. Il Ghana è impegnato a guidare la strada verso un futuro blu. Ora è il momento di agire.

Fonti ufficiali: Mongabay, FAO, WorldFish

Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it

Luigi Salemi: