Gela, schiesto lo stop ai conferimenti esterni nella discarica Timpazzo
Nel corso della seduta è intervenuto anche il sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, componente del consiglio di amministrazione della Srr4, la società che coordina il ciclo integrato dei rifiuti nell’area.
Il primo cittadino ha espresso forti perplessità sulle scelte adottate dalla Regione Siciliana in materia di conferimenti.
“Non capisco perché i comuni catanesi e quelli agrigentini debbano conferire a Timpazzo quando esistono altri impianti sul territorio, come quelli di Sicula Trasporti per l’area di Catania e Siculiana per la provincia di Agrigento”, ha dichiarato.
Il rischio di un aumento della Tari
Tra le principali preoccupazioni dell’amministrazione comunale vi sono le possibili conseguenze economiche di una eventuale chiusura o saturazione della discarica.
Secondo Di Stefano, se Timpazzo non fosse più disponibile, il Comune sarebbe costretto a conferire i rifiuti presso altri impianti siciliani o addirittura fuori regione, con costi nettamente superiori.
“Attualmente paghiamo circa 60 euro a tonnellata. In caso di chiusura della discarica potremmo arrivare a spendere fino a 350 euro a tonnellata”, ha spiegato il sindaco.
Uno scenario che potrebbe avere pesanti ripercussioni sulle casse comunali e sulle famiglie. Il Piano economico finanziario del servizio rifiuti, infatti, rischierebbe di salire fino a 25 milioni di euro, determinando un significativo incremento della Tari per i cittadini gelesi.
