Furetto invasivo rimosso da un’isola: un primato mondiale nella conservazione ambientale.

Rathlin Island e l’Eradicazione dei Furetti

Rathlin Island, situata al largo della costa settentrionale dell’Irlanda del Nord, ha raggiunto un importante traguardo: ora è libera da furetti selvatici, una specie invasiva che ha minacciato la fauna selvatica autoctona, in particolare i suoi uccelli marini. Questo risultato è stato opportunamente celebrato dai conservazionisti, poiché rappresenta la prima volta che furetti, originariamente domesticati dai polecat circa 2000 anni fa, sono stati completamente estirpati da un’isola.

I furetti (Mustela furo) erano stati introdotti a Rathlin negli anni ’80 con l’obiettivo di controllare un’altra specie invasiva: i conigli, considerati dannosi per l’agricoltura. Tuttavia, invece di svolgere la loro funzione di regolatori, i furetti si sono moltiplicati, causando gravi danni agli uccelli marini, come i puffini, i razorbilli, i guillemots e le berte di Manx. Erin McKeown, responsabile del progetto Life Raft per l’eradicazione dei furetti, ha spiegato che questi animali hanno predato giovani uccelli e le loro uova.


Il Progetto di Eradicazione e i Risultati Positivi

Attualmente, Rathlin Island ospita più di 250.000 uccelli marini, un dato che spiega l’importanza del progetto di eradicazione. “Negli ultimi anni, abbiamo visto un declino superiore al 70% della popolazione di puffini”, ha dichiarato McKeown in un’intervista a Mongabay. Un episodio drammatico si è verificato nel 2017, quando un furetto ha sterminato oltre 26 puffini in sole due giornate, mettendo in luce la gravità della situazione.

Nel 2021, è iniziato un progetto ambizioso della durata di cinque anni, finanziato per 4,5 milioni di sterline (circa 6,1 milioni di dollari), in collaborazione con RSPB NI, enti governativi e associazioni locali. L’obiettivo era l’eradicazione totale dei furetti sull’isola. Al momento dell’inizio del progetto, erano stimati circa 93 furetti presenti; ora sono stati completamente rimossi grazie all’intervento di trappolatori specializzati.

Il team del progetto ha utilizzato un sistema di sorveglianza avanzato, comprendente 110 telecamere e droni termici, per monitorare l’area alla ricerca dei furetti. Inoltre, Woody, un cane specializzato nella rilevazione, ha giocato un ruolo cruciale, individuando i furetti attraverso le loro feci.


Dopo due anni senza segni di furetti, Rathlin è stata ufficialmente dichiarata priva di questo predatore invasivo. Anche se il monitoraggio continua, con l’ausilio delle telecamere e di Woody, McKeown ha confermato che il cane è ancora utile per garantire l’assenza di furetti.

Grazie all’allontanamento dei furetti, ci sono già segni evidenti di recupero della popolazione di uccelli marini. Nel 2025, i puffini hanno registrato il numero più alto degli ultimi cinque anni, e diverse berte hanno nuovamente nidificato a Rathlin dopo 40 anni di assenza. Inoltre, l’anno scorso, sono stati avvistati sei maschi di corncrake (Crex crex), una specie in pericolo nel Regno Unito che si è quasi estinta nella regione.

In aggiunta ai benefici ecologici, un’isola priva di furetti apporterà vantaggi alla comunità locale. “Abbiamo ricevuto diversi feedback dalla comunità che indicano un rientro della possibilità di allevare bestiame e pollame, animali che precedentemente non potevano essere tenuti a causa della predazione da parte dei furetti”, ha affermato McKeown.

Elizabeth Bell, esperta di Wildlife Management International di Aotearoa, Nuova Zelanda, ha dichiarato: “Il successo di questo progetto rappresenta un esempio storico per l’eradicazione dei furetti nel mondo. Le esperienze acquisite in questo contesto potrebbero avere un impatto positivo su progetti di ripristino nelle isole a livello globale per molti anni a venire”.

In Nuova Zelanda, i furetti sono anche considerati invasivi, portando al declino di molte specie di uccelli che nidificano a terra. Questa vittoria su Rathlin Island non solo offre speranza per la biodiversità locale, ma fissa anche un precedente prezioso per altre iniziative conservazionistiche.


La notizia dell’eradicazione dei furetti a Rathlin Island dimostra l’importanza dell’azione collettiva nella conservazione della fauna selvatica e sottolinea come il dialogo tra comunità, istituzioni e organizzazioni non governative possa portare a risultati significativi. Con il supporto continuo delle nuove tecnologie e il monitoraggio attento, Rathlin Island potrebbe diventare un modello per altre isole e territori nel mondo.

Fonti ufficiali:
– Royal Society for the Protection of Birds (RSPB)
– Mongabay

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Luigi Salemi: