Frana di Niscemi, procuratore Vella: “Dopo la frana del 1997 nulla è stato fatto”
Procuratore capo di Gela (Caltanissetta), Salvatore Vella
Il lavoro della procura è suddiviso in quattro fronti principali:
Opere finanziate ma mai realizzate – Dopo la frana del 1997 erano previsti interventi finanziati con 12 miliardi delle vecchie lire (poi ridotti a 12 milioni di euro) che non sono stati attuati, nonostante il finanziamento regionale ancora disponibile.
Interventi ordinari di messa in sicurezza – Opere ordinarie su un territorio già indicato come ad elevatissimo rischio, che non sono state eseguite.
Gestione delle acque bianche e reflue – La raccolta delle acque di scarico e delle acque meteoriche resta carente e probabilmente costituisce una delle concause della frana.
Urbanizzazione e zona rossa – La fascia maggiormente a rischio individuata dopo il 1997 doveva essere completamente sgomberata e liberata dagli immobili, ma anche questa attività non è stata compiuta.
Secondo Vella, “nel 1997 la commissione della Protezione civile nazionale aveva individuato profili di rischio elevatissimi per il territorio e le opere necessarie da realizzare, ma nulla di concreto è stato fatto”.
Una ferita ancora aperta
La frana di gennaio ha riportato l’attenzione sulle gravi mancanze storiche nella gestione del rischio idrogeologico a Niscemi, evidenziando come interventi tardivi o inesistenti abbiano reso il territorio vulnerabile a nuovi disastri. La procura proseguirà con le indagini nei prossimi mesi, con l’obiettivo di accertare responsabilità e prevenire ulteriori tragedie.
