Mentre Niscemi fa i conti con le ferite lasciate dalla frana, tra gli sfollati cresce un sentimento misto di dolore, rabbia e incertezza. In molti si interrogano su ciò che si sarebbe potuto fare per evitare il disastro.
L’emergenza è ancora in corso e non esiste una stima ufficiale dei danni, ma già si guarda al futuro. La parola “delocalizzazione”, pronunciata dai vertici della Protezione civile, ha aperto scenari complessi e delicati. La domanda che circola tra le strade della città è una sola: che ne sarà di Niscemi?
La paura degli sfollati: “Non sappiamo se siamo davvero al sicuro”
Tra chi ha dovuto abbandonare la propria abitazione, domina l’ansia per l’instabilità del territorio. Molti temono che il rischio non sia limitato all’area già colpita dalla frana. Il timore è che l’area fragile sia più estesa del previsto e che il movimento del terreno possa continuare nel tempo.
Capire con precisione l’estensione della zona a rischio è ora fondamentale per pianificare una ricostruzione sicura. Per molti residenti, è ormai chiaro che in alcune parti della città non sarà possibile tornare a vivere.
La proposta del sindaco di Gela: aree per ricostruire in sicurezza
Sul tavolo del sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, è arrivata intanto una prima proposta concreta. A formularla è stato il sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, legato a Conti da un rapporto di amicizia e collaborazione istituzionale.
Il Comune di Gela sarebbe pronto a mettere a disposizione due aree, una nei pressi della statale Gela-Vittoria e l’altra vicino al quartiere Settefarine, per consentire la ricostruzione delle abitazioni in zone considerate sicure.
“Dobbiamo cominciare a programmare la ricostruzione in aree sicure, e queste zone esistono”, ha spiegato Conti, ringraziando il collega. “Il niscemese vuole rimanere niscemese”, ha aggiunto, sottolineando il forte legame identitario della comunità con il proprio territorio.
Schifani: “Serve un piano urbanistico e risorse certe”
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha annunciato l’intenzione di avviare un piano di ricostruzione mirato.
“Studieremo un piano urbanistico di ricostruzione parziale, lontano naturalmente dalla frana, e individueremo le risorse”, ha dichiarato a Sky Tg24. “C’è tutta la buona volontà per farlo”».
Il governatore ha inoltre sottolineato l’importanza del monitoraggio continuo del territorio, affidato alla Protezione civile nazionale e regionale, grazie ai sistemi di controllo delle frane.
L’ipotesi di una vera e propria “new town” resta al momento un’eventualità estrema, ma il sindaco Conti non esclude alcuna soluzione: “Valuteremo la proposta del sindaco di Gela, a cui dico grazie”. Per Niscemi, ora, la sfida è trasformare l’emergenza in un’occasione di rinascita sicura e condivisa.