Fototrappole immortalano le prime immagini di un’antilope rara a Zanzibar.

Scoperte sorprendenti nel Parco Naturale di Ngezi

Gli studiosi di conservazione hanno catturato le prime immagini di fototrappole del raro duiker blu di Pemba, una piccola antilope che vive in una delle ultime foreste native nel nord dell’isola di Pemba, nello Zanzibar. Questa specie, alta solo 30 centimetri alla spalla, potrebbe essere una sottospecie del duiker blu (Philantomba monticola) che abita il continente africano.

Verso la fine di gennaio, circa 20 fototrappole—fotocamere attivate dal movimento che scattano automaticamente immagini degli animali che passano—sono state installate nella Riserva Naturale di Ngezi, grazie al lavoro dell’ecologa Margherita Rinaldi e della Onlus italiana Istituto Oikos. I ricercatori hanno selezionato i punti in cui forestali esperti avevano scoperto sentieri quasi invisibili degli animali attraverso la fitta vegetazione.


Implicazioni per la conservazione

Le fototrappole hanno rivelato la presenza dei duiker blu in almeno metà dei 2.030 ettari della riserva. Come riportato da Silvia Ceppi, consulente scientifico di Oikos, queste immagini forniscono la prima prova fotografica degli animali dopo oltre 20 anni di assenza di documentazione ufficiale nella foresta. “Siamo entusiasti che siano presenti e ben distribuiti,” ha affermato Ceppi.

Il team ha anche rinvenuto montagne di escrementi di duiker, che potrebbero essere utili per determinare la loro composizione genetica, rivelando se questi animali si differenziano effettivamente dalla popolazione del continente. Ceppi ha sottolineato che è possibile che i duiker blu siano stati introdotti a Pemba oltre un secolo fa, oppure potrebbero rappresentare una popolazione isolata da millenni.


Confermare che il duiker blu di Pemba è una sottospecie potrebbe sostenere gli sforzi di conservazione a Ngezi, dove è prevista la realizzazione di un “eco-resort” su una vasta area di foresta costiera intatta. “Un’antilope endemica, in pericolo e rara, isolata su un’isola, fornirebbe maggior peso e opportunità per la conservazione di tutte le altre specie [presenti a Ngezi],” ha spiegato Ceppi. Queste specie includono uccelli e mammiferi unici, come il gufo di Pemba (Otus pembaensis), i pipistrelli di Pemba (Pteropus voorkomtkowi) e circa 500 diverse specie vegetali.

Alcune delle immagini del duiker sono state raccolte nella Penisola di Tondooni, un’area della riserva circondata da villaggi, dove la pressione per il disboscamento illegale e la cattura di animali è significativa. Tuttavia, grazie a finanziamenti recenti del Critical Ecosystem Partnership Fund, sono stati assunti ulteriore guardie per proteggere sia i duiker che il loro habitat. Il lavoro di conservazione a Ngezi ha ricevuto supporto anche da Fondation Audemars-Watkins, Fondation Franklinia e dall’Unione Europea.


Hanna Rosti, una biologa della conservazione dell’Università di Helsinki che ha studiato i procavidi in Tanzania e Zanzibar, ha affermato che la ricerca che mette in evidenza i piccoli mammiferi che persistono negli ultimi frammenti di habitat insulare è cruciale. Questo è importante non solo per la loro storia naturale, in caso di perdita totale del loro ambiente, ma per preservare la biodiversità. Rosti ha aggiunto che “la conservazione di Ngezi è estremamente importante poiché questo è l’ultimo frammento [di habitat nativo] che contiene specie non ancora descritte.”

Questi sviluppi nella Riserva di Ngezi mettono in risalto l’importanza della conservazione e la necessità di proteggere ecosistemi così unici e vulnerabili. Attraverso sforzi coordinati, è possibile garantire un futuro a queste specie rare e alla biodiversità di Pemba.

Immagine di intestazione: Un’immagine di fototrappola di un duiker blu di Pemba. Immagine fornita da Istituto Oikos.

Fonti ufficiali:

  • Istituto Oikos [sito ufficiale]
  • Critical Ecosystem Partnership Fund [sito ufficiale]
  • Ricerche scientifiche dell’Università di Helsinki, Dipartimento di Biologia della Conservazione.

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Luigi Salemi: