Felini di piccola taglia: traffico e bracconaggio silenzioso che minaccia la loro sopravvivenza

Il Traffico Invisibile dei Felini di Piccole e Medie Dimensioni

Negli ultimi decenni, mentre il commercio illecito di giaguari, tigri e altri grandi felini è stato attentamente monitorato, il traffico di gatti selvatici di piccole e medie dimensioni è rimasto ampiamente trascurato. Queste specie, molte delle quali sono minacciate o in pericolo di estinzione, richiedono una maggiore attenzione.

Un recente studio condotto in Colombia ha rivelato che tra il 2015 e il 2021, più di 700 gatti selvatici di piccole dimensioni sono stati sequestrati o ceduti alle autorità. La maggior parte di questi gatti, tra cui oltre 400 ocelot (Leopardus pardalis), oncille (Leopardus pardinoides), jaguarundis (Herpailurus yagouaroundi) e margay (Leopardus wiedii), era ancora viva al momento del sequestro. Questi animali sono principalmente destinati al mercato degli animali da compagnia, ma anche pelli, denti e altri parti sono stati confiscati, indicando una domanda crescente.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Biological Conservation, sottolinea un mercato in espansione per i gatti selvatici come animali esotici in Colombia. Melissa Arias, specialista nel commercio di fauna selvatica, afferma che il commercio di piccoli felini è sempre stato considerato un’attività marginale. Tuttavia, i dati raccolti mostrano che l’ampiezza di questo fenomeno è molto più significativa di quanto si pensasse.

L’Allerta sui Gatti Selvatici Colombiani

L’aumento della domanda di pellicce di giaguaro in America Latina ha catturato l’attenzione, ma l’attenzione deve concentrarsi anche sulle specie più piccole. Infatti, i gatti selvatici colombiani non solo sono oggetto di commercio, ma sono in grave pericolo. Tra il 2015 e il 2021, più di 700 esemplari sono stati segnalati, con esemplari vivi che superano abbondantemente il numero delle pellicce confiscate.

Questi animali non vengono solo catturati, ma anche venduti vivi. La ricerca di Natalia Muñoz Cassolis, ricercatrice dell’Università del Maryland, evidenzia che molte delle cessioni di animali avvengono senza pene per i trasgressori grazie a meccanismi legali che permettono la “cessione volontaria” degli animali catturati. Questo aspetto complica ulteriormente la questione del monitoraggio e della documentazione del commercio illegale.

L’ampiezza del problema rimane invisibile, con i dati delle catture legali spesso più presenti rispetto a quelli dei sequestri. Ciò impedisce una comprensione chiara dell’entità del traffico di questi animali. Secondo Pauline Verheij dell’ONG EcoJust, le forze dell’ordine vedono solo una piccola parte del commercio illegale, suggerendo che l’effettiva scala del traffico di piccoli gatti potrebbe essere molto maggiore.

I risultati di questo studio non sorprenderebbe, dato il numero crescente di casi segnalati che coinvolgono piccole specie di gatti, come l’oceanor e il margay. Queste piccole creature stanno diventando sempre più vulnerabili a causa della crescente domanda nel mercato degli animali esotici.

Secondo un’indagine svolta in Asia, gatti come il gatto leopardo (Prionailurus bengalensis) e il caracal (Caracal caracal) sono anch’essi coinvolti nel traffico animale. Gli esperti avvertono che solo la punta dell’iceberg è spesso visibile, lasciando in ombra la vera portata del problema. Inoltre, il commercio su piattaforme online sta aumentando, complicando ulteriormente gli sforzi di monitoraggio.


I ricercatori avvertono che gatti selvatici di piccole dimensioni, come i gatti delle nevi e i gatti dorati asiatici, sono sempre più a rischio. È fondamentale intraprendere azioni significative per affrontare questa situazione. La scarità di dati sistematici e concreti su specie come l’oncilla e il margay rende difficile un intervento efficace, lasciando gran parte della popolazione di gatti in una zona grigia di vulnerabilità.

Nella speranza di cambiare questa realtà, Arias e Cassolis continueranno le loro ricerche, invitando altri studiosi a prendere in considerazione questo aspetto trascurato del traffico di fauna selvatica. La crescente consapevolezza e i dati raccolti sono essenziali per formulare politiche di protezione efficaci per questi felini e garantire la loro sopravvivenza.

In conclusione, la lotta contro il commercio illegale dei gatti selvatici di piccole dimensioni richiede un impegno collettivo. Con l’aumento della domanda nei mercati degli animali domestici e l’assenza di dati coerenti, è fondamentale adottare strategie di monitoraggio e protezione più rigorose per preservare queste specie a rischio.

Fonti:
1. Muñoz Cassolis, N., et al. (2026). Trafficking in silence: The overlooked illegal trade of small felids in Colombia. *Biological Conservation*.
2. Nijman, V., et al. (2019). Illegal wildlife trade – surveying open animal markets and online platforms. *Biodiversity*.
3. Uddin, N., et al. (2023). Laundered alive? The transnational trade in wild felids through Bangladesh. *Global Ecology and Conservation*.

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Luigi Salemi: