Facebook favorisce il commercio illegale di fauna selvatica, secondo un rapporto recente.
Nonostante i tentativi di moderazione, Facebook non riesce a garantire che i propri algoritmi non favoriscano contenuti relativi al commercio illegale. Molti dei post relativi al traffico di fauna selvatica sono in lingue diverse dall’inglese, il che complica ulteriormente la moderazione e il monitoraggio.
Altre piattaforme di e-commerce mostrano una maggiore disponibilità a moderare i contenuti e rimuovere gli annunci che violano le loro politiche. Facebook, d’altro canto, spesso non sembra adottare un approccio proattivo in merito, limitandosi a rispondere agli utenti con messaggi automatici.
Un Appello alla Regolamentazione
Il rapporto mette in evidenza la necessità di una regolamentazione più rigorosa per evitare che gli algoritmi delle piattaforme amplifichino contenuti legati al traffico illegale di fauna selvatica. È fondamentale che Facebook apra la sua moderazione a un controllo indipendente e collabore con le forze dell’ordine per catturare i trafficanti.
Le politiche di autocomposizione finora si sono dimostrate inefficaci e gli autori suggeriscono di seguire l’esempio della Digital Services Act dell’UE, che impone alle piattaforme online di verificare i venditori e rimuovere i contenuti illegali. L’assenza di responsabilità legale negli Stati Uniti facilita ulteriormente la perpetuazione di queste attività illecite.
