Etiopia: la siccità cambia radicalmente la vita dei pastori locali, niente più condivisione.
## La vita nei campi di Kebribeyah
JIJIGA, Etiopia — Una volta, la terra qui comunicava. All’alba, nel distretto di Kebribeyah, il cielo pallido si spande sopra le pianure di tonalità bruna e gialla, interrotte da alberi di acacia e dal lento movimento del bestiame all’orizzonte. Per generazioni, i pastori hanno imparato a leggere il paesaggio: l’arrivo dei venti stagionali, il tempismo delle piogge e l’allineamento delle stelle avevano tutti un significato.
Mohamoud Sulub, un pastore di 50 anni, ha sempre fatto affidamento su questi segni nel villaggio di Guuyow. Questi lo guidavano su quando muovere il suo gregge e quando restare. Sapeva che i suoi vicini, nei tempi difficili, avrebbero compreso i segnali e avrebbero offerto aiuto. Tuttavia, quest’anno, Mohamoud afferma che non ha semplicemente più posti dove andare. “La terra è tutta in siccità,” racconta a Mongabay.
## I cambiamenti delle dinamiche sociali
Mohamoud, padre di sei figli, ha speso tutta la sua vita a pascolare animali in questo paesaggio arido, come fece suo padre prima di lui. Oggi ha 40 capre e pecore, cinque mucche e sei cammelli. “Quando le piogge sono buone, la terra è fine e non c’è bisogno di muoversi,” spiega. “Ma durante la siccità, siamo costretti a migrare.”
Per generazioni, i pastori come Mohamoud hanno fatto affidamento sulla mobilità e su forti legami sociali per sopravvivere al clima difficile dell’Etiopia orientale. Quando il pascolo in un’area si esauriva, le famiglie spostavano il bestiame verso pascoli più verdi. Le comunità si sostenevano reciprocamente nei momenti difficili, condividendo acqua, foraggio e animali con coloro che avevano perso i propri.
