Brevi note del fondatore: una serie occasionale in cui il fondatore di Mongabay, Rhett Ayers Butler, condivide analisi, prospettive e sintesi delle storie.
La riforestazione: un’impresa globale sempre più diffusa
La riforestazione è diventata un vero e proprio grido d’unione globale. Dalle grandi aziende che pubblicizzano obiettivi di “zero emissioni” alle organizzazioni filantropiche che desiderano un impatto visibile, piantare alberi è diventato il simbolo della riparazione del pianeta. Dietro le immagini accattivanti di giovani piantine e agricoltori sorridenti si cela, però, una domanda che pochi possono rispondere con certezza: quali organizzazioni stanno realmente operando in modo efficace?
Karen D. Holl, professoressa di studi ambientali all’Università della California, Santa Cruz, ha dedicato decenni all’analisi del recupero delle foreste. Durante le sue conferenze, era spesso interrogata su dove donare i fondi proprie. “Non esisteva in realtà un modo standardizzato per rispondere a questa domanda”, ha dichiarato a Liz Kimbrough di Mongabay.
Una mappatura delle organizzazioni di riforestazione
Per colmare questa lacuna, Holl e il ricercatore post-dottorato Spencer Schubert hanno analizzato oltre 125 gruppi intermediari di riforestazione, ossia le entità che canalizzano gran parte dei fondi globali verso progetti di piantumazione locali. Il loro studio, durato un anno, ha creato la base per il Database delle Organizzazioni di Riforestazione Globali di Mongabay.
Il documento non intende classificare o raccomandare progetti specifici, bensì fornire informazioni standardizzate sulla trasparenza e sull’aderenza ai migliori pratiche scientifiche di ciascun gruppo. Gli utenti possono confrontare le organizzazioni secondo quattro criteri: permanenza, validità ecologica, beneficio sociale e divulgazione finanziaria. I ricercatori hanno verificato se i protocolli di monitoraggio, i dati di sopravvivenza degli alberi e i report finanziari fossero pubblicamente disponibili, sebbene gran parte dei dati dipenda dall’autodichiarazione.
Il risultato rappresenta non un verdetto, ma una mappa di un settore vasto e opaco. Molte organizzazioni affermano di restaurare le foreste, ma sono in pochi a fornire prove che dimostrino la sopravvivenza degli alberi o i benefici per le comunità locali. “Siamo passati a chiedere: ‘Quanti alberi hanno piantato?’ a ‘La copertura arborea è aumentata nel tempo?’” ha osservato Schubert.
Per i donatori, questo strumento offre chiarezza in un mercato affollato. Per i professionisti del settore, rappresenta una sfida per alzare il livello. La trasparenza, sostiene Holl, è essa stessa una misura di competenza. “Se affermi di fare qualcosa, devi dimostrare di farlo veramente,” ha aggiunto.
Questo approccio scientifico e sistematico mira a rendere il settore della riforestazione più responsabile e a garantire che i fondi vadano verso progetti reali e misurabili. Con la crescente attenzione verso la sostenibilità e la protezione dell’ambiente, queste informazioni diventano essenziali per coloro che desiderano contribuire in modo significativo alla cura del pianeta.
Per approfondire ulteriormente la questione e scoprire come diversi gruppi operano in questo campo, puoi visionare l’articolo completo di Liz Kimbrough su Mongabay.
Immagine di copertura: gli sforzi di Tree Aid come parte del Grande Muro Verde in Mali. Immagine concessa da Tree Aid.
Per ulteriori informazioni, è possibile consultare fonti ufficiali come l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e la Convention on Biological Diversity (CBD).
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