Esclusione delle popolazioni indigene asiatiche nella pianificazione della biodiversità nazionale: un rapporto.

Esclusione delle popolazioni indigene asiatiche nella pianificazione della biodiversità nazionale: un rapporto.

Promuovere Soluzioni Indigene

Gli autori del rapporto hanno voluto non solo evidenziare le lacune nella partecipazione dei popoli indigeni, ma anche documentare come le loro pratiche tradizionali siano essenziali per la protezione a lungo termine di foreste e biodiversità. In particolare, sono stati attribuiti meriti a progetti guidati da detentori di conoscenza indigena, tra cui molte donne che stanno sviluppando sistemi di dati locali per convalidare i successi storici nella conservazione.

Le decisioni continuano a essere principalmente nelle mani dei governi nazionali, mentre le organizzazioni di conservazione, le agenzie dell’ONU e i consulenti internazionali giocano un ruolo significativo come finanziatori e esperti tecnici. Tuttavia, le esperienze dei popoli indigeni tendono a rimanere superficiali, peggiorando i modelli conservativi tecnocratici. Cariño ha commentato che, sebbene l’expertise tecnica non sia di per sé negativa, deve riconoscere il valore e l’efficacia comprovata delle pratiche tradizionali indigene.

Lo sviluppo degli IPBSAP potrebbe rappresentare uno strumento efficace per consentire ai popoli indigeni di rivendicare i propri diritti e per ottenere riconoscimento per il loro contributo alla conservazione della biodiversità. Questo strumento potrebbe anche supportare le lotte delle comunità contro progetti estrattivi e minerari che minacciano la biodiversità e l’ambiente.

Per approfondire, è possibile consultare fonti ufficiali come il rapporto della Asian Indigenous Peoples Pact (AIPP) e le linee guida delle Nazioni Unite sulla biodiversità.

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