Esclusione delle popolazioni indigene asiatiche nella pianificazione della biodiversità nazionale: un rapporto.
Le Sfide nella Partecipazione Indigena
Il rapporto ha rivelato che, nonostante l’incremento della partecipazione dei popoli indigeni nei processi di revisione delle NBSAP rispetto al periodo 2011-2020, quando hanno partecipato, circa il 60% ha detto che l’esperienza non era stata appagante. Inoltre, il 49% dei partecipanti non sapeva se le loro osservazioni fossero state integrate nei documenti finali. Solo una ristretta percentuale (9%) ha ricevuto informazioni aggiornate sulle NBSAP direttamente dal governo.
Jacqueline Cariño, coordinatrice di Partners for Indigenous Knowledge Philippines, ha sottolineato che i popoli indigeni si sentivano marginalizzati nel processo di decisione, poiché le scelte finali riguardanti le NBSAP venivano effettuate dai ministeri governativi competenti, senza un reale potere condiviso. Questo ha portato a chiedere la creazione di una strategia e di un piano d’azione per la biodiversità guidato dagli indigeni (IPBSAP), che possa riflettere i loro diritti e priorità nelle questioni che li riguardano.
Il rapporto mette in evidenza che è fondamentale garantire finanziamenti diretti e dedicati per i popoli indigeni, investire in partnership e sostenere sistemi di conoscenza gestiti dagli indigeni. Questi sono fattori che possono migliorare l’accesso e la partecipazione significativa degli indigeni nei processi di revisione delle NBSAP e contribuire all’attuazione degli obiettivi di biodiversità. Pirawan Wongnithisathaporn, coautore del rapporto, ha evidenziato che i partecipanti ai sondaggi si sentivano più come meri compilatori di questionari piuttosto che partner alla pari nel processo di revisione delle NBSAP.
Secondo l’accordo internazionale sulla biodiversità, i paesi devono riesaminare e aggiornare le proprie NBSAP per allinearsi con gli obiettivi globali fissati, i quali sono orientati a fermare e invertire la perdita di biodiversità entro il 2030. Questa revisione si svolge attraverso valutazioni a livello nazionale che comprendono anche consultazioni con i popoli indigeni. Tuttavia, il rapporto ha rivelato che solo il 6% degli obiettivi nazionali menziona il diritto degli indigeni al consenso libero, previo e informato.
